Momenti toccanti ed una grande partecipazione di fedeli durante l’Ingresso Solenne di Mons. Ernesto Mandara a Poggio Mirteto
“In Diocesi ci sono delle cose davvero belle: inizierò pian piano a conoscerle tutte”. Questo passo dell’omelia – pronunziata il giorno dell’Ingresso Solenne, domenica 25 settembre – sintetizza l’approccio del Vescovo Ernesto alla sua nuova realtà pastorale, la Chiesa Sabina. Già nel suo messaggio di saluto alla Città di Poggio Mirteto sulla monumentale Scalinata della Chiesa di San Rocco, quando la Banda Nazionale Garibaldina – la più antica in Europa, ed una delle più antiche nel mondo – lo aveva accolto in Piazza Martiri della Libertà, il nuovo Pastore aveva detto che la conoscenza personale, oltre i dovuti rapporti istituzionali, gli sta più di ogni altra cosa a cuore. Come già aveva accennato nell’illustrazione del suo programma il mese scorso a Vescovio, per lui è necessario e primario prestare attenzione alla storia del territorio e alla sua gente. Ma vi è stato un altro filo rosso che ha tenuto unite le varie fasi della lunga cerimonia, che ha visto arrivare a Poggio Mirteto Autorità Religiose, Politiche, Civili e una folla di fedeli davvero impressionante: quello della costante domanda sulla natura del ruolo episcopale oggi. La giornata era iniziata con la suggestiva cerimonia di accoglienza: in attesa del suo Ingresso Solenne, Mons. Bruno Marchetti aveva intrattenuto i presenti con una breve storia della Diocesi Sabina, in cui già dai tempi apostolici è stata viva la presenza cristiana, quando erano ancora operanti tre Diocesi, Cures, Nomentum e Forum Novum, che poi si sarebbero unite. Il relatore ha poi illustrato la genesi dell’attuale realtà sabina, allorchè, con la ricostruzione attorno al Mille, iniziarono a crearsi le moderne rocche, i poggi, i monte, caratteristici della toponomastica sabina.
Il Vescovo Ernesto è arrivato proveniendo da Via Giacomo Matteotti, ed è stato accolto dal Cardinale Titolare della Diocesi, Giovanni Battista Re, dal Vescovo Lino Fumagalli e dal Sindaco di Poggio Mirteto, ing. Fabio Refrigeri. Giunti davanti allo splendido Picchetto d’Onore dei Carabinieri, ha ricevuto gli Onori Militari, ed è poi salito assieme al primo cittadino sulla scalinata di San Rocco, dove il Sindaco della Città di Poggio Mirteto ha letto il suo saluto ufficiale, al quale ha risposto il Vescovo, portando a sua volta il proprio saluto alla Città e alla Diocesi. Il Vescovo ed il Sindaco si sono poi recati in corteo nella Cattedrale, dove erano in attesa fedeli e rappresentanti del volontariato e delle associazioni cattoliche presenti in Diocesi.
All’inizio della Solenne Celebrazione Eucaristica, “Don Lino”, ora Vescovo di Viterbo, ha portato il suo saluto e quello della Diocesi al nuovo Pastore: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”, ha esordito Mons. Fumagalli, “Il santo Padre Benedetto XVI ha donato alla Chiesa sabina Sua Eccellenza Ernesto Mandara – ha proseguito. E poi, rivolgendosi direttamente a lui, ha aggiunto: “Hai già conosciuto il calore umano e il grande affetto che i Sabini nutrono per il loro Pastore. Da parte mia porterò questa Chiesa che ho seguito per quasi dodici anni nel cuore. Ti auguro di avere con la tua nuova Chiesa un unico sentire, una medesima carità. Benedetto tu, Vescovo Ernesto, che vieni nel nome del Signore”.
E’ seguita la lettura della Bolla di Nomina del Papa in cui si rende nota la decisione di affidare a Mons. Mandara “l’antica e famosa Chiesa Suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto”. Dopo la lettura del Vangelo, è arrivato l’atteso momento della prima omelia del Vescovo alla sua nuova gente sabina. Mons. Mandara ha richiamato temi a lui cari, come il ruolo del Vescovo nella realtà ecclesiale di oggi, il senso della missione sacerdotale ed episcopale come dono, il rapporto del Pastore non solo con la Diocesi, ma con la gente tutta, con la realtà sociale. Soprattutto il grande segno degli ultimi nel Vangelo (racchiuso in quel “i publicani e le prostitute vi precederanno nel regno dei cieli”, da lui più volte richiamato).
Alla fine della celebrazione, il Cardinale Giovanni Battista Re ha portato il suo saluto come Cardinale Titolare della Diocesi, sottolineando il motivo della continuità apostolica in Terra Sabina, oggi simboleggiata dal nuovo Vescovo. “Egli, ha detto Sua Eminenza, vi parlerà di Dio in una società in cui Dio occupa un posto poco importante; il Papa in Germania ha detto e ripetuto che dove non c’è Dio non c’è futuro. Ecco allora l’importanza del Vescovo che parla alla gente di Dio oggi, e che mostra la strada che porta a Lui. Molti di voi avranno avuto l’occasione di conoscerlo e avrete capito che ha un grande cuore, che d’ora in poi sarà tutto per Dio e per la nostra Diocesi”. Il Cardinale Re ha poi invitato i fedeli a sostenere con le preghiere e con il proprio affetto il nuovo Pastore.
Mons. Mandara ha poi ringraziato tutti, gli amici e i parenti (“Ho dovuto limitare gli inviti, perché erano troppi” ha detto scherzando), le Autorità Civili e Militari, il Cardinale Titolare, Mons. Fumagalli che lo ha preceduto alla guida della Diocesi Sabina, e soprattutto quanti hanno organizzato e si sono prodigati nella riuscita di questo primo incontro con la sua nuova Diocesi. I suoi ringraziamenti e i complimenti di chi ha potuto assistere in modo ordinato e agevole a tutta la complessa cerimonia erano per gli Scout, l’Azione Cattolica diocesana, le Guardie Ambientali e la Protezione civile, la Pro-Loco di Poggio Mirteto, gli Assessori Comunali, il Comando dei Vigili Urbani dell’Unione dei Comuni, gli operai che stanno lavorando alla ristrutturazione del palazzo vescovile.
I fedeli gli si sono poi stretti intorno in una agape fraterna, allietata dalla musica dell’Associazione Pro Loco di Poggio Mirteto, sotto la Curia Vescovile, nel cuore della Poggio Mirteto medioevale.