PAGINA INIZIALE / Servite il Signore nella gioia / Incontro 5
Il percorso "Ministart" vuole aiutare i ministranti ad apprendere le nozioni di base per il servizio liturgico (conoscenza); superando però la logica iniziale del puro “fare” durante la Messa, per introdursi ad una dimensione più interiore: essere ministranti significa riconoscersi scelti e amati da Dio (atteggiamenti) e così essere pronti a testimoniare la gioia del Vangelo camminando insieme nella Chiesa, aiutando il Popolo di Dio attraverso la cura della Celebrazione Eucaristica (comportamenti).
1. Sono Tempio
2. Sono Chiamato
3. Sono Unico
4. Sono Figlio
5. Sono Servo
6. Sono Amato
🞋 obiettivo:
Imitare lo stile di servizio di Gesù e comprendere il significato degli oggetti usati nella liturgia.
Gv 13,1-17 | [In quel tempo,] prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica».
Spunti per la catechesi | Ad imitazione di Gesù, servo del Padre e dell’umanità, ogni cristiano esprime la sua identità più profonda nel servizio. Anch’io sono chiamato a cingere il grembiule e a lavare i piedi dei miei fratelli, trovando nella quotidianità parole e gesti concreti per amarli e prendermene cura. Questa forza di amare però non viene da me, ma è il frutto dell’amore ricevuto da Gesù che ha dato la sua vita per me e mi ha donato il suo Spirito. Nella celebrazione eucaristica la Chiesa riceve questo amore e i ministranti esprimono il loro essere servi animando la liturgia e avendo cura degli oggetti sacri.
I ragazzi si dividono in due squadre e a turno ciascun componente deve far indovinare alla propria squadra un oggetto liturgico suggeritogli dall’animatore. La dinamica si potrebbe variare e adattare chiedendo ad es. che l’oggetto sia disegnato, mimato, descritto senza nominarlo, ecc.
Potrebbe essere utile se i ministranti non conoscono già i nomi degli oggetti dar loro in anticipo la scheda o comunque condividere con loro i diversi nomi portandoli in sacrestia a vedere gli oggetti.
GLI OGGETTI LITURGICI
Per la celebrazione si utilizzano alcuni oggetti particolari. L’altare è sempre ricoperto da una tovaglia bianca, per indicare che esso è la mensa del Signore; e nei suoi pressi c’è sempre la Croce, perché esso è il luogo del sacrificio pasquale di Cristo; infine sopra o accanto si trovano le candele, segno di venerazione, di luce e di festa.
In ogni S. Messa si utilizzano: il calice, menzionato anche nei racconti dell’Ultima Cena, serve a contenere il vino da consacrare; la patena, un piatto su cui è posata l’ostia magna, cioè il pane da consacrare; la pisside, una coppa che contiene le ostie (sempre pane ma in forma più piccola) da distribuire ai fedeli; le ampolline, dei piccoli contenitori con il vino e l’acqua da portare all’offertorio. Si utilizza poi l’occorrente per il lavabo, cioè una brocca con dell’acqua e un bacile per raccoglierla. E infine alcuni panni di stoffa, i lini sacri: il corporale, un tessuto inamidato (cioè reso un po’ più rigido), che si dispiega all’inizio dell’Offertorio e su cui si posano il calice e la patena; la palla, un quadrato di stoffa rigida che copre il calice durante la celebrazione; il purificatoio, usato per asciugare i vasi sacri dopo la purificazione; il manutergio, con cui dopo il lavabo il sacerdote si asciuga le mani.
Nelle funzioni solenni si utilizzano anche: la croce astile, che apre tutte le processioni; i candelabri con le candele o i ceri, che vanno sempre in coppia e accompagnano la croce in processione, la lettura del Vangelo e il turibolo alla consacrazione; il turibolo, un oggetto per bruciare l’incenso ed esprimere venerazione, precede la Croce nella processione iniziale, si usa per incensare l’Altare, il Vangelo, le Offerte all’offertorio e alla Consacrazione; l’aspersorio col secchiello, per spargere l’acqua benedetta sui fedeli quando si fa il Rito dell’aspersione.
Il servizio all’altare è svolto dal ministrante che aiuta il diacono o il sacerdote nella preparazione della mensa durante le celebrazioni liturgiche. Ordinariamente questo compito spetta all’accolito istituito, ed è un servizio particolare e privilegiato, perché consente ai ministranti di partecipare da vicino al mistero della celebrazione eucaristica. È importante esortare i ministranti a svolgerlo con attenzione, partecipazione e rispetto. Si possono invitare i ministranti, durante il momento specifico dell’offertorio, ad offrire le proprie preghiere al Signore.
SCRITTURA
Gv 13,1-17
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CATECHISMO
OGMR 325-334
Redemptionis Sacramentum, 117-120
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ALLEGATI
Disponibili a breve
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MULTIMEDIA
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