PAGINA INIZIALE / Come incenso / Incontro 2
conoscenza
Scoprire la varietà delle forme di preghiera della Chiesa, le origini e la struttura della preghiera del Rosario.
atteggiamenti
Sviluppare una disposizione interiore di comunione con la Chiesa e di fiducia verso Maria come madre che intercede con Gesù.
comportamenti
Impegnarsi a dedicare momenti della settimana alla preghiera di intercessione per i propri amici e la comunità, in particolare attraverso la preghiera del Rosario.
1. Le amicizie che portano a Gesù
2. Diversi modi per pregare
3. Con il Santo Rosario
🞋 obiettivo:
Scoprire e sperimentare i diversi tipi di preghiera.
Prima dinamica. Questo mini-gioco lancia il tema della preghiera di ringraziamento. Ci si dispone in cerchio seduti ed ognuno deve indovinare come sia fatto il proprio nano immaginario che solo l’animatore riesce a vedere. Per poter tentare di indovinare, a turno ci si lancia un oggetto (una qualsiasi pallina da tennis o simili) e dopo averlo afferrato si ha diritto a poter fare una domanda all’animatore, che accetta solo un sì o no come risposta, per esempio si può chiedere: “Il mio nano è basso?”. Nota bene: se la persona che pone la domanda ha ringraziato la persona che gli passa la palla prima di fare la domanda, allora la risposta da parte dell’animatore sarà “sì” a qualsiasi domanda il ragazzo ponga; in caso contrario sarà sempre negativa. Per questo l’animatore si farà passare la pallina di tanto in tanto per rimarcare il “Grazie” come parola chiave da dover dire per sbloccare la risposta “sì”. Inoltre, l’animatore, dopo aver ricevuto l’oggetto, può dire anche lui una caratteristica qualsiasi del proprio nano (che lui vede e sa di per certo essere proprio come quello che sta dicendo). Non è necessario indovinare una caratteristica fisica del proprio nano, ma anche qualcosa che fa/ha fatto (es. il mio nano domenica è andato a Messa). Il gioco può durare molto, ma si può concludere senza che i ragazzi ne capiscano il meccanismo, che gli verrà svelato alla fine dei tre minigiochi. L’importante però è riuscire a svolgere nel tempo prefissato anche i minigiochi seguenti.
Seconda dinamica. Questo mini-gioco lancia il tema della preghiera di domanda e di intercessione. I ministranti si dividono in tre ruoli: un ragazzo sarà accanto all’animatore e sarà il mediatore, la maggior parte dei ministranti sarà la confusione, e uno sarà il destinatario, Dio. Quest’ultimo e il mediatore si dispongono abbastanza lontani e in mezzo a loro ci sarà sparsa la confusione in modo da limitare la vista tra i due giocatori opposti. L’animatore esprime delle sue esigenze e stati d’animo all’orecchio del mediatore, per esempio può dirgli “Mi sento triste perché ho litigato con mio fratello”, “Ho paura perché domani ho una gara importante”, “Sono emozionato e pieno di gioia perché è un giorno importante per me” ecc… Il compito del mediatore, potendosi muovere limitatamente solo in orizzontale, sarà quello di urlare attraverso la confusione questa condizione dell’animatore facendosi sentire da Dio, il destinatario, anch’esso limitato nei movimenti. Il destinatario dovrà capire la frase per intero e quando pensa di esserci riuscito la scrive su un pezzo di carta e si controlla che sia esatta. Dopo ogni frase esatta si invertono i ruoli. Nota bene: è bene non dire ai ragazzi il nome dei loro ruoli che verrà invece scoperto e approfondito alla fine durante la razionalizzazione finale. Se il gruppo è numeroso e non si ha molto tempo a disposizione per fare il cambio di ruoli, si può pensare di avere due mediatori e destinatari per turno.
Terza dinamica. Questo mini-gioco lancia il tema della preghiera di adorazione. Si farà indovinare ai ragazzi la parola “Adorazione” attraverso il gioco 4 Immagini e 1 parola; il materiale è disponibile come allegato.
Razionalizzazione. Alla fine dei tre minigiochi l’animatore può tracciare il filo-rosso che li unisce: in ciascuna infatti si è fatta esperienza di alcuni ingredienti che sono il cuore pulsante di ciascun tipo di preghiera, che ci permette di restare in contatto con Dio.
- Con il primo minigioco (preghiera di ringraziamento) capiamo come dire “grazie” possa esser dato per scontato ogni giorno e può capitare che anche la nostra preghiera non abbia un momento in cui semplicemente ringraziare Gesù per i doni ricevuti o la giornata trascorsa.
- Con il secondo minigioco (preghiera di domanda e di intercessione) abbiamo fatto esperienza di quanto non sia sempre facile parlare con Dio e di come sia necessario avere orecchie attente nel nostro dialogo con Lui nella preghiera, soprattutto quando gli chiediamo qualcosa e aspettiamo la risposta, di come serva un cuore che sappia ascoltare anche nella confusione, perché presi da mille impegni quotidiani, non ci dimentichiamo della voce di Gesù che desidera parlarci ogni giorno.
- Con il terzo minigioco (preghiera di adorazione) comprendiamo quanto sia importante e bello stare davanti a Gesù presente nell’Eucaristia esposta, e poter mettere in silenzio davanti a lui le nostre giornate per cercare di trovarlo tra le “immagini” della nostra vita.
La risposta più spontanea dell’uomo a Dio, che per primo ci ama, è la preghiera: dono del Signore per essere in comunione con Lui, per vivere la sua alleanza e la sua amicizia.
La preghiera ha diverse forme. [1] Benedizione. È la preghiera con cui benediciamo (diciamo bene) di Dio, che per primo ci colma di benedizioni. [2] Adorazione. Riconoscendoci creature esaltiamo Dio che ci ha creati e ci ha liberati dal male. [3] Domanda. È la preghiera con cui domandiamo a Dio qualcosa, fiduciosi che possa esaudirci: Lui ci vuole partecipi della sua opera e dona alcune grazie al momento in cui le chiediamo. La preghiera di domanda si eleva a Dio in ogni circostanza e per ogni necessità, chiedendogli anzitutto il perdono delle nostre mancanze e che venga il suo Regno. Quando la domanda è rivolta alle necessità degli altri si parla di preghiera di intercessione, chi la opera si fa simile a Gesù che prega per noi il Padre come sommo intercessore. [4] Ringraziamento. Quando nella preghiera riconosciamo a Dio i benefici ricevuti operiamo il ringraziamento. Questa preghiera diventa somma quando si unisce a Cristo e nella liturgia si fa Eucaristia (rendimento di grazie). [5] Lode. La più elevata forma di preghiera è la lode, quando cioè rendiamo a Lui gloria perché Egli è, oltre i benefici ricevuti, per il fatto stesso che Lui sia!
La preghiera ha diverse espressioni. [1] Preghiera vocale. È la preghiera che esprimiamo con le parole, così che anche il nostro corpo sia coinvolto nella relazione con Dio. Non è però importante il numero di parole usate ma la vicinanza del cuore a Lui. [2] Meditazione. È quello che facciamo quando ripercorriamo con il pensiero il mistero della salvezza e delle opere di Dio, e ci lasciamo interrogare dallo Spirito sull’oggi della nostra vita. [3] Preghiera contemplativa. Lo stato più elevato della preghiera cristiana è la contemplazione, in cui l’anima si intrattiene nell’amicizia con Dio, che la ama; Lo si ascolta e si desidera realizzare la Sua volontà.
Quando la Chiesa prega tutta assieme il Padre, è il Corpo mistico di Cristo che prega, mosso dallo Spirito: è la preghiera liturgica. La preghiera si fa liturgia, azione del popolo di Dio e azione di Dio stesso. Quello che la preghiera vuole realizzare, e cioè l’incontro con Dio, si opera in modo perfetto nei sacramenti in cui è Dio stesso ad agire e a santificarci. È chiaro che non bisogna pensare di vivere la liturgia senza preghiera, così da ridurla a pura forma, ma come preghiera perfetta.
Pregare ci permette di restare in contatto con Dio, ma come lo possiamo fare? Sicuramente nei tre modi visti in precedenza nel gioco iniziale.
Molti sono i “grazie” che diamo per scontato ogni giorno e può capitare che anche la nostra preghiera non abbia un momento in cui semplicemente ringraziare Gesù per la nostra vita meravigliosa. Può succedere che abbiamo occhi aperti solo per notare le mancanze, i vuoti, i fastidi e non occhi che si sorprendono dei piccoli e grandi motivi per dire: “Anche oggi grazie Gesù!”.
La preghiera inoltre è un modo bellissimo e speciale per voler bene alle persone che fanno parte della nostra vita. Se vuoi bene a qualcuno, prega per lui e gliene vorrai ancora di più; infatti pregare per qualcuno significa portarlo nel cuore, ed è il modo migliore per sentirlo vicino anche quando non è fisicamente accanto a te. E la cosa più bella è che nella preghiera capiamo quanto Dio ci ami, e ci viene voglia di adorarlo perché sentiamo per primi che Lui ci ama immensamente ogni giorno così come siamo.
Lo adoriamo e ci sentiamo ancora più vicini a lui, sentiamo il mistero della Sua presenza nell’Eucaristia e la presenza accanto a noi di chi ci ama cambia tutto.
Allora ci possiamo chiedere:
Quali sono i momenti della settimana in cui mi fermo a pregare?
Riesco a pregare facilmente oppure ho delle difficoltà perché non so cosa dire o sento Gesù assente?
SCRITTURA
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CATECHISMO
CCC 2623-2649; 2700-724
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ALLEGATI
Disponibili a breve
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MULTIMEDIA
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