PAGINA INIZIALE / Come incenso / Incontro 1
conoscenza
Scoprire la varietà delle forme di preghiera della Chiesa, le origini e la struttura della preghiera del Rosario.
atteggiamenti
Sviluppare una disposizione interiore di comunione con la Chiesa e di fiducia verso Maria come madre che intercede con Gesù.
comportamenti
Impegnarsi a dedicare momenti della settimana alla preghiera di intercessione per i propri amici e la comunità, in particolare attraverso la preghiera del Rosario.
1. Le amicizie che portano a Gesù
2. Diversi modi per pregare
3. Con il Santo Rosario
🞋 obiettivo:
Comprendere il valore della preghiera di intercessione e l’importanza della comunità, che unisce e porta a Gesù.
Preparare un gomitolo di lana contenente 10 foglietti nascosti con su scritto delle parole (es. Amicizia, Gioia, Amare, Aiutare, Collaborare, Giocare, Pregare, Relazione, Incontrare) e un foglietto a parte per iniziare il gioco. Sarà poi necessario disporsi in cerchio con i bambini, l’animatore prenderà il foglietto non inserito nel gomitolo e leggerà ad alta voce la parola, poi si legherà il filo di lana al polso e sceglierà un ministrante a cui lanciare il gomitolo. Il ministrante che riceve il gomitolo, legherà a sua volta il filo di lana al suo polso e sceglierà un altro a cui passare il gomitolo. Dopo qualche passaggio uscirà fuori un foglietto contenente un’altra parola da leggere a voce alta, poi si continua il gioco legandosi prima il filo al polso e poi passando il gomitolo ad un altro ministrante. Si continua così finché il gomitolo non sarà tutto srotolato.
Razionalizzazione. Ogni volta che abbiamo ricevuto il gomitolo lo abbiamo legato al braccio. Si è creata una rete che unisce proprio tutti, così è anche la nostra preghiera quando parliamo con Gesù di qualcuno a cui vogliamo bene, quella persona prega per me, io prego per lui e prego per altre persone, altre persone pregano per altri ancora, rappresenta proprio tutta la chiesa (tutti i fedeli) unita nella preghiera. Questa rete creata con il filo di lana legato al nostro braccio rappresenta la Chiesa che unisce tutti quanti.
Mc 2,1-12 | [In quel tempo, Gesù] entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo? ». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te –disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’a casa tua». Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile! ».
Spunti | Una piccola premessa: il Vangelo inizia dicendo che Gesù si trova in casa; tutti i luoghi che viviamo quotidianamente (la scuola, la palestra, la famiglia, lo sport) sono luoghi in cui c’è Gesù! Proseguendo nel vangelo, troviamo molte persone: la folla, Gesù, quattro persone, un paralitico, gli scribi. Chi è il paralitico? Un paralitico è un uomo che non può camminare. Il paralitico però non è solo, ma viene accompagnato da quattro persone, come quattro cari amici, che lo portano da Gesù.
Il numero quattro è un numero importante: pensiamo ai quattro punti cardinali o alle quattro stagioni: è il numero che indica universalità, totalità, completezza, tutte le persone! Perciò possiamo pensare che quando viviamo delle fatiche, c’è sempre vicino a noi qualcuno che ci può aiutare. E questi quattro amici fanno qualcosa di straordinario: scoperchiano un tetto! Ci sono persone che, con tutte le loro forze, ci possono portare da Gesù! Pensiamo alla Chiesa, alle persone che come noi, come comunità, ci portano da Gesù, sono testimoni di Gesù. Allora ci possiamo soffermare a pensare a quali persone nella nostra vita ci possono portare a Gesù. Forse, senza quei quattro amici, il paralitico non sarebbe mai arrivato a Gesù.
Esiste un modo particolare ma molto semplice per accompagnare i nostri amici: pregare. La preghiera per gli altri – detta intercessione – è quel dialogo con il Signore che crea comunione e ci fa portare i nostri fratelli davanti a Gesù.
Chiediamo allora al Signore la capacità di saper guardare con cura ai nostri fratelli e di poter intercedere per loro, pregando il Signore. Che sguardo ho nei confronti dei miei amici? Mi ricordo di pregare per loro, ringraziando Gesù per la loro amicizia? Chi mi porta da Gesù?
Al termine dell’incontro, ai ragazzi viene lasciata una parola per orientare la loro preghiera personale a Gesù durante la settimana. Viene preparato un piccolo sacchetto con alcuni grani di incenso; dentro al sacchetto viene anche inserita la parola stampata. La parola di questo incontro è: COMUNITÀ.
SCRITTURA
Mc 2,1-12
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CATECHISMO
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ALLEGATI
Disponibili a breve
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MULTIMEDIA
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