PAGINA INIZIALE / Come incenso / Incontro 7
conoscenza
Conoscere il valore del canto nella liturgia e il significato storico e spirituale della contemplazione del presepe.
atteggiamenti
Sviluppare un senso di profonda adorazione e intimità verso Gesù incarnato, riconoscendolo come il dono più prezioso e imparando a vivere la gratuità e la cura dei fratelli.
comportamenti
Prestare attenzione al significato dei canti durante la Messa, e dedicare un tempo di silenzio davanti al presepe.
1. Parliamo di cammino
2. Ad una sola voce
3. Davanti al presepe
🞋 obiettivo:
Riflettere sul significato dei doni dei Re Magi (oro, incenso e mirra) per comprendere come mettere al centro Gesù, offrire a Lui la propria vita e mettersi al servizio nella cura dei fratelli.
Si preparano alcuni oggetti, come carta da regalo, lumini, incenso, pane, sasso, fogli bianchi, matite e si dispongono sparsi nella stanza. L’animatore ripeterà i doni che i Re Magi hanno portato a Gesù quando è nato e chiederanno ai ministranti di scegliere alcuni tra gli oggetti presenti per preparare un dono indirizzato a Gesù che è appena nato, rendere disponibili anche fogli e matite per fare un disegno, o per scrivere una preghiera (questi ultimi potranno essere portati a casa o donati ad un amico).
Razionalizzazione. Cosa voglio donare a Gesù? I tre doni dei Re Magi hanno un profondo significato, ai ministranti si può chiedere qual è stata la motivazione della scelta, perché dono questa cosa a Gesù?
Mt 2,1-2.9b-11 | Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». [...] Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
Spunti | Sappiamo tutti che il Natale è il tempo dei regali, dei doni, dei canti, della festa. È il tempo della gioia per Gesù che nasce tra noi. E a questa gioia partecipano anche i Re Magi, tre persone partite da molto lontano per ammirare, anzi per adorare, Gesù. Quello che fanno i Magi è meraviglioso: si mettono in cammino, che sarà stato sicuramente difficile, pericoloso (ricordiamo Erode), lungo, perché hanno riconosciuto in un bambino avvolto in fasce il loro Signore, per stare con Lui. Per loro inizia una nuova vita! E questo è il tempo in cui anche noi possiamo chiedere a Gesù di nascere nella nostra vita, per compiere gesti coraggiosi, per cantare la gioia. Facciamo attenzione inoltre ai tre doni che portano i Magi: oro, incenso e mirra. L’oro è simbolo di preziosità, di ricchezza, di rarità; regaliamo un oggetto d’oro solo negli eventi speciali. Donare l’oro a Gesù significa dire: Tu, Gesù, sei il Signore e niente è più prezioso di Te. L’incenso, che noi ministranti sappiamo bene essere utilizzato nelle solennità e in alcuni momenti particolari della liturgia, è simbolo della preghiera che come profumo che sale verso l’alto; regalare l’incenso significa dire a Gesù: è in Te che la nostra vita si eleva verso l’alto, verso il meglio. La mirra veniva usata per ungere e medicare le ferite; regalare la mirra a Gesù è ricordarsi che il nostro servizio è anche per la cura dei fratelli, dei nostri amici, con gesti semplici, che sappiano alleviare le piccole ferite. Posso chiedermi: quali sono i miei doni che desiderò portare a Gesù?
Al termine dell’incontro, ai ragazzi viene lasciata una parola per orientare la loro preghiera personale a Gesù durante la settimana. Viene preparato un piccolo sacchetto con alcuni grani di incenso; dentro al sacchetto viene anche inserita la parola stampata. La parola di questo incontro è: DONARE.
SCRITTURA
Mt 2,1-2.9b-11
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CATECHISMO
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ALLEGATI
Disponibili a breve
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MULTIMEDIA
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