PAGINA INIZIALE / Introduzione
Carissimi,
sono contento che il Sussidio Diocesano per l’accompagnamento e la cura vocazionale dei gruppi ministranti abbia visto la luce! Preparate la Pasqua nasce dal desiderio che l’abbondante materiale elaborato nelle diverse parrocchie e zone pastorali in tanti anni di impegno e servizio venisse raccolto, valorizzato e messo a disposizione di tutti. Questo sussidio non è un “libretto di istruzioni” ma una vera e propria bussola formativa, educativa e vocazionale che permette di dare organicità e profondità ad un percorso che, in mano a parroci ed educatori, può orientare ad un cammino comune. L’obiettivo non è solo quello di offrire materiale qualificato, capace di armonizzare catechesi, attività, giochi e dinamiche, ma di costruire passo dopo passo un itinerario vocazionale che aiuti i ministranti a crescere nell’amicizia con Gesù, a rispondere ad una chiamata attraverso il servizio, a scoprire e a discernere il progetto di Dio sulla propria vita. Questo strumento non vuole togliere la creatività alle parrocchie, né sostituirsi a quanto le comunità desiderano proporre ai propri ministranti, ma dare continuità alla formazione durante l’anno pastorale, con ritmo liturgico, per evitare di improvvisare o di ridurre gli incontri alla preparazione della liturgia. Il sussidio ha un altro valore fondamentale: aiutare i ministranti a sentirsi parte della Chiesa, ben più gran-de della propria parrocchia, pur essendo quest’ultima il luogo privilegiato in cui fare esperienza di Dio e di comunità.
Dopo un’introduzione, in cui si offrono alcune linee guida per l’avvio di un gruppo ministranti, il sussidio si sviluppa in quattro parti principali:
- Servite il Signore nella gioia. Ministart: primi incontri del gruppo. Proposta di sei incontri per l’iniziazione al servizio liturgico e all’identità del ministrante.
- Lampada ai miei passi. Servire alla luce della Parola. Proposta per riscoprire la dimensione bat-tesimale della profezia e il ruolo della Parola di Dio nella liturgia.
- Come incenso. Servire è la mia preghiera. Proposta per valorizzare il sacerdozio battesimale espresso in modo speciale nella preghiera.
- Come io vi ho amato. Servire è il mio modo di amare. Proposta per approfondire la regalità batte-simale nel servizio liturgico e di carità.
- Completa il sussidio un breve cerimoniale per presentare lo svolgimento delle celebrazioni liturgiche e i diversi compiti dei ministranti. In appendice sono proposti dei materiali extra.
- Il sussidio è corredato da un semplice cofanetto che contiene le schede degli incontri in formato fotoco-piabile per facilitare l’uso, oltre ad avere tutto il materiale in formato digitale.
L’augurio è che questo sussidio raggiunga ogni parrocchia della nostra Diocesi, offrendo un contributo efficace alla crescita di una vera cultura vocazionale. Ogni vocazione è un dono gratuito di Dio, ma sappiamo anche che essa può germogliare grazie alle opportunità che offriamo ai ragazzi e ai giovani di coltivare l’intimità con il Signore. È da questa relazione profonda che scaturisce il desiderio del servizio e del dono di sé, sostenuti dall’azione dello Spirito Santo che feconda e rende generativa ogni realtà.
Chi e’ il ministrante?
Il fanciullo/a, ragazzo/a che sceglie di vivere il proprio battesimo svolgendo il servizio all’altare. Ha e coltiva il desiderio di crescere nell’amicizia con Gesù attraverso la preghiera e il servizio: è fedele all’incontro con Lui almeno nella messa domenicale.
Il cammino personale e di gruppo
Il ministrante oltre ad un cammino personale appartiene al gruppo ministranti: è un gruppo parrocchiale o interparrocchiale che cammina insieme nella crescita e nella formazione umana e spirituale, oltre che specifica del servizio liturgico che svolge.
Tale formazione dovrebbe essere programmata, sistematica e qualificata: è auspicabile che ci sia un tempo stabilito per gli incontri formativi, rivolto ai bambini che svolgono il servizio nelle diverse celebrazioni.
Il gruppo non si sostituisce alla catechesi per l’iniziazione cristiana ma è un percorso complementare e svolto in dialogo tra catechisti e animatori. I ministranti costituiscono un gruppo ministeriale con un servizio ben preciso necessario all’animazione liturgica.
Come si organizza il percorso?
L’incontro di gruppo periodico, programmato e regolare dovrebbe essere armonizzato con la vita della comunità: questo sussidio nasce come proposta per aiutare i responsabili dei gruppi ministranti a progettare dei percorsi di crescita per i fanciulli e i ragazzi che sono loro affidati.
Gli incontri possono avere contenuti diversi: formazione liturgica, formazione spirituali, gite, ritiri, momenti di preghiera, prove delle celebrazioni.
È opportuno prevedere, almeno una volta l’anno, un incontro tra i genitori e i responsabili per presentare il percorso, far conoscere i genitori tra di loro, raccogliere feedback.
Come si svolge un incontro tipo?
La struttura dell’incontro è decisa dagli animatori: si suggerisce che ci sia sempre una preghiera iniziale, una dinamica che introduca al tema (un gioco o una attività) un contenuto formativo che può essere liturgico, spirituale o pastorale.
Chi ha cura del gruppo ministranti?
Il primo responsabile è il parroco (o un sacerdote) che accompagna il gruppo anche senza la presenza fisica assidua. Ne cura la sensibilità spirituale attraverso il richiamo continuo alla bellezza della partecipazione alla liturgia eucaristica non solo come servizio ma primariamente come incontro personale con Gesù. Invita a celebrare regolarmente il sacramento della Riconciliazione come momento privilegiato di confidenza con Gesù che ascolta e perdona sempre ridonando gioia e pace.
Oltre al parroco il gruppo può essere accompagnato da almeno due educatori, soprattutto se uno dei due è minorenne: sarebbe opportuno che gli animatori abbiano competenze e conoscenze di animazione e di liturgia e che uno dei due abbia un’età più vicina ai ministranti per rendere la testimonianza più efficace. L’animatore adulto non è indispensabile che svolga il servizio liturgico.
Come si entra nel gruppo?
L’invito e la proposta al servizio all’altare sono fatti personalmente al bambino/a o al ragazzo/a in dialogo con i catechisti o gli animatori-se il ragazzo è più grande.
La parrocchia, attraverso il gruppo ministranti, potrebbe organizzare una sorta di “open day” con invito a sperimentare il servizio.
Vengono accolti quei bambini o ragazzi che esprimono il desiderio di fare questo servizio.
Come si cura l’ingresso di nuovi ministranti è bene che sia accompagnato anche il ragazzo/a che esprime la volontà di terminare il servizio, orientandolo ad un servizio diverso o alla partecipazione al gruppo parrocchiale, per continuare un cammino di fede nel rispetto delle fasi diverse della propria vita.
Vestizione
Gli animatori, insieme al parroco, stabiliscono l’ingresso nel gruppo dei nuovi ministranti e, dopo un tempo di formazione iniziale, si stabilisce la celebrazione nella quale avverrà la vestizione. Nella stessa liturgia gli altri ministranti rinnovano il loro impegno.
Pensando al significato teologico e pastorale del servizio all’altare, suggeriamo che la vestizione sia fatta nel giorno del Battesimo di Gesù: la veste bianca battesimale è richiamo essenziale della veste del ministrante e l’inizio della missione di Gesù è per il ministrante il significato del proprio servizio.
Riteniamo importante che periodicamente ci siano degli incontri personali con il parroco per verificarne le motivazioni e la crescita che il servizio offre.
Attenzioni di pastorale vocazionale
Il servizio proposto al ministrante è un servizio di pastorale vocazionale: non si fa il ministrante ma si è ministrante. Donare il proprio tempo matura l’idea e l’esperienza di donare tutta la propria vita. Stare sull’altare non significa fare un servizio visibile e più importante di altri ma piuttosto di dare ai bambini o ragazzi l’opportunità di curare la loro vita spirituale, la sensibilità all’ascolto della Parola, la frequenza ai sacramenti, la cura della preghiera non come cose da fare ma come passi che possono concretizzare la risposta ad una chiamata.
Così inteso il servizio all’altare è una delle esperienze che possono portare a far germogliare scelte vocazionali.
Dimensione diocesana per il gruppo
Il ministrante è un bambino battezzato o un ragazzo cresimato: questi sacramenti introducono a vivere la propria appartenenza ecclesiale che non si esaurisce nella parrocchia ma si estende alla diocesi.
Per i ministranti è possibile vivere due esperienze diocesane: il Mesaretim fest (giornata del ministrante) celebrata nella IV domenica di Quaresima e il campo ministranti che solitamente si tiene a San Valentino tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre.
Per crescere in una dimensione ecclesiale più ampia rispetto alla parrocchia può essere utile coltivare dei momenti d’incontro con le parrocchie limitrofe, per gite, preghiere o incontri formativi.
Ogni incontro è inoltre corredato da una scheda per la formazione liturgica da distribuire ai ministranti perché seguano la spiegazione o perché la possano portare a casa per consultarla successivamente.
Le schede sono pensate per essere stampate in formato A5 ma possono essere facilmente scalate in altri formati (A4 per aumentare la leggibilità; A3 perché siano appese a parete, ecc.).
Questo materiale si trova come allegato assieme al sussidio cartaceo per essere facilmente fotocopiato oppure si può scaricare online dalle pagine degli incontri.
