Sono servo

🞋 obiettivo:

Imitare lo stile di servizio di Gesù e comprendere il significato degli oggetti usati nella liturgia.

📗 Sulla Tua Parola

Gv 13,1-17 | [In quel tempo,] prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica».

Spunti per la catechesi | Ad imitazione di Gesù, servo del Padre e dell’umanità, ogni cristiano esprime la sua identità più profonda nel servizio. Anch’io sono chiamato a cingere il grembiule e a lavare i piedi dei miei fratelli, trovando nella quotidianità parole e gesti concreti per amarli e prendermene cura. Questa forza di amare però non viene da me, ma è il frutto dell’amore ricevuto da Gesù che ha dato la sua vita per me e mi ha donato il suo Spirito. Nella celebrazione eucaristica la Chiesa riceve questo amore e i ministranti esprimono il loro essere servi animando la liturgia e avendo cura degli oggetti sacri.

❤ In Formazione

GLI OGGETTI LITURGICI

Per la celebrazione si utilizzano alcuni oggetti particolari. L’altare è sempre ricoperto da una tovaglia bianca, per indicare che esso è la mensa del Signore; e nei suoi pressi c’è sempre la Croce, perché esso è il luogo del sacrificio pasquale di Cristo; infine sopra o accanto si trovano le candele, segno di venerazione, di luce e di festa.

In ogni S. Messa si utilizzano: il calice, menzionato anche nei racconti dell’Ultima Cena, serve a contenere il vino da consacrare; la patena, un piatto su cui è posata l’ostia magna, cioè il pane da consacrare; la pisside, una coppa che contiene le ostie (sempre pane ma in forma più piccola) da distribuire ai fedeli; le ampolline, dei piccoli contenitori con il vino e l’acqua da portare all’offertorio. Si utilizza poi l’occorrente per il lavabo, cioè una brocca con dell’acqua e un bacile per raccoglierla. E infine alcuni panni di stoffa, i lini sacri: il corporale, un tessuto inamidato (cioè reso un po’ più rigido), che si dispiega all’inizio dell’Offertorio e su cui si posano il calice e la patena; la palla, un quadrato di stoffa rigida che copre il calice durante la celebrazione; il purificatoio, usato per asciugare i vasi sacri dopo la purificazione; il manutergio, con cui dopo il lavabo il sacerdote si asciuga le mani.

Nelle funzioni solenni si utilizzano anche: la croce astile, che apre tutte le processioni; i candelabri con le candele o i ceri, che vanno sempre in coppia e accompagnano la croce in processione, la lettura del Vangelo e il turibolo alla consacrazione; il turibolo, un oggetto per bruciare l’incenso ed esprimere venerazione, precede la Croce nella processione iniziale, si usa per incensare l’Altare, il Vangelo, le Offerte all’offertorio e alla Consacrazione; l’aspersorio col secchiello, per spargere l’acqua benedetta sui fedeli quando si fa il Rito dell’aspersione.

SCRITTURA

Gv 13,1-17
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CATECHISMO
OGMR 325-334
Redemptionis Sacramentum, 117-120

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ALLEGATI

Disponibili a breve

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MULTIMEDIA

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