PAGINA INIZIALE / Servite il Signore nella gioia / Incontro 1
Il percorso "Ministart" vuole aiutare i ministranti ad apprendere le nozioni di base per il servizio liturgico (conoscenza); superando però la logica iniziale del puro “fare” durante la Messa, per introdursi ad una dimensione più interiore: essere ministranti significa riconoscersi scelti e amati da Dio (atteggiamenti) e così essere pronti a testimoniare la gioia del Vangelo camminando insieme nella Chiesa, aiutando il Popolo di Dio attraverso la cura della Celebrazione Eucaristica (comportamenti).
1. Sono Tempio
2. Sono Chiamato
3. Sono Unico
4. Sono Figlio
5. Sono Servo
6. Sono Amato
🞋 obiettivo:
Riconoscere la presenza del Signore nella propria vita come figli di Dio e scoprire il significato dei luoghi principali della chiesa.
Lc 19,1-10 | [In quel tempo, Gesù] entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Spunti per la catechesi | Il giorno del mio Battesimo ho ricevuto lo Spirito Santo e per questo il Signore abita in me (cf. Rm 5,5), io sono il suo tempio e Dio desidera abitare nel mio cuore. Come per Zaccheo il Signore Gesù passa nella mia vita e mi dice che vuole venire a stare con me, ad essere mio amico. È nella relazione con Lui che cresco nella consapevolezza di essere “casa sua”: nello stare con Lui posso imparare a volergli bene e a imitare il suo stile nel servizio ai fratelli (cf. Gv 15,17). La chiesa come edificio mi aiuta a ricordare concretamente che Dio abita in mezzo a noi (cf. Gv 1,14) e che lì posso incontrarlo in modo speciale.
Si formano delle piccole squadre in modo tale che ognuna sia dotata di smartphone. Ogni squadra riceve una lista di missioni da compiere: tutte le missioni dovranno essere documentate con una foto in cui ci sia almeno un componente della squadra presente. Le missioni saranno del tipo: «scattatevi una foto sotto l’ambone», «genuflettetevi davanti al Tabernacolo», «sedetevi nella navata», «toccate il fonte battesimale», ecc.
Razionalizzazione | L’azione celebrativa della Chiesa si svolge in diversi luoghi all’interno dello spazio sacro: ogni posto ha il suo significato e aiuta ad entrare nel giusto modo nella liturgia.
Alternativa | Se i ministranti sono pochi, o non si vuol far usar loro lo smartphone, si potrebbe più semplicemente chiedere loro di eseguire le missioni seguendoli nei vari luoghi.
LE PARTI DELLA CHIESA
La Chiesa, cioè la comunità cristiana, si riunisce per celebrare l’Eucaristia specialmente la domenica. Questa celebrazione avviene in uno spazio sacro che è chiamato anch’esso «chiesa». L’aula liturgica si compone di una navata, di un presbiterio, eventualmente di un coro e infine di pertinenze alla chiesa stessa tra cui spicca la sacrestia.
La navata è lo spazio più grande della chiesa ed ospita l’assemblea. La vita cristiana inizia al fonte battesimale, una struttura solida con una conca per contenere dell’acqua benedetta e celebrare il sacramento del Battesimo; affianco ad esso c’è il cero pasquale, simbolo di Cristo risorto; il fonte si trova in genere all’ingresso della navata ma può anche stare nei pressi dell’altare o in un edificio a parte chiamato “Battistero”. Sempre nella navata si trova il confessionale, luogo dove si amministra il sacramento della Riconciliazione: c’è uno spazio per il sacerdote confessore ed uno per il penitente, spesso separato da una grata, che si può così sentire più tutelato e libero. In una parte della navata o, nelle chiese antiche, in uno spazio dietro l’altare principale o nel matroneo, si trova il coro che ospita coloro che animano con il canto le celebrazioni.
Il luogo dove si trova l’altare, e dove il sacerdote celebra la Messa si chiama presbiterio. In esso si ha anzitutto l’altare che è il centro della liturgia, rappresenta Cristo in mezzo al suo popolo; è simbolo della Croce del sacrificio di Gesù e della Mensa del banchetto di festa che Lui ha preparato per noi. Un po’ rialzato si trova un leggio chiamato ambone, che è il luogo dove viene proclamata la Parola di Dio. In un luogo visibile c’è la sede, che è il posto dove si siede il sacerdote che presiede le celebrazioni. Infine o al centro del presbiterio o nei pressi dell’altare, o ancora in una cappella dedicata c’è il tabernacolo, che è come il cuore della Chiesa: un’edicola, o una nicchia, dove si conserva la SS. Eucaristia perché sia adorata dai fedeli e perché possa essere portata agli ammalati. Qui vengono poste le particole consacrate durante la Messa e non consumate. Affianco ad esso brilla e si consuma una candela, per indicare che al suo interno è presente Gesù. Per questo motivo quando gli passiamo davanti ci inginocchiamo.
Il navicelliere è il ministrante che porta la navicella, ovvero il contenitore dei grani di incenso. Egli accompagna il turiferario durante la celebrazione. Nonostante sia un compito piuttosto semplice, è importante prestare attenzione al momento in cui “entrare in azione”, sempre pronto ad agire accanto al turiferario. Inoltre, custodisce i grani di incenso da bruciare nel turibolo, segno della preghiera elevata al Signore.
SCRITTURA
Mt 28,18-20
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CATECHISMO
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ALLEGATI
Disponibili a breve
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MULTIMEDIA
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