PAGINA INIZIALE / Servite il Signore nella gioia / Incontro 3
Il percorso "Ministart" vuole aiutare i ministranti ad apprendere le nozioni di base per il servizio liturgico (conoscenza); superando però la logica iniziale del puro “fare” durante la Messa, per introdursi ad una dimensione più interiore: essere ministranti significa riconoscersi scelti e amati da Dio (atteggiamenti) e così essere pronti a testimoniare la gioia del Vangelo camminando insieme nella Chiesa, aiutando il Popolo di Dio attraverso la cura della Celebrazione Eucaristica (comportamenti).
1. Sono Tempio
2. Sono Chiamato
3. Sono Unico
4. Sono Figlio
5. Sono Servo
6. Sono Amato
đźž‹ obiettivo:
Riconoscere la preziositĂ e originalitĂ di ciascuno agli occhi di Dio e scoprire il significato dei diversi colori liturgici.
Mt 18,1-5.12-14 | [In quel tempo,] i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. [...] Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».
Spunti per la catechesi | Gesù rivela la mia preziosità : sono unico ai suoi occhi! Come nella parabola una pecorella vale quanto l’intero gregge, perché è unica, così il Signore amandoci personalmente non vuole perdere nessuno di noi. Nel suo disegno il Signore vuole ciascuno con il proprio “colore” e al proprio posto. La sua luce illumina la mia vita e fa risaltare la mia unicità , e in questa luce posso guardare ai miei fratelli come irripetibili doni del suo amore. La liturgia esalta ogni celebrazione riconoscendole un proprio colore che rimanda al suo valore e al suo significato per il nostro cammino di fede.
I ragazzi si dividono in due squadre e si dispongono secondo due file, a modo di staffetta. Sulla spalliera di ciascuna sedia viene posizionata una stola. L’educatore “chiamerà ” una ricorrenza del calendario liturgico e i primi della fila dovranno correre per sedersi sulla sedia con la stola corrispondente alla ricorrenza nominata. Chi per primo si siede sulla sedia corretta prende un punto..
Razionalizzazione | Sulla base dell’esperienza del gioco e della scheda, il responsabile spiegherà i colori liturgici, sottolineando l’importanza e i momenti in cui sono usati. Durante l’anno il sacerdote cambia spesso “abito”: bianco, verde, rosso, viola… ma come funziona? Certo, non è importante sapere a memoria il calendario liturgico, ma tenere a mente il significato del colore ci aiuta a sintonizzarci meglio con la liturgia.
I COLORI LITURGICI
Le vesti liturgiche del sacerdote e del diacono (paramenti) assumono diversi colori che variano a seconda del tempo liturgico e dell’occasione in cui ci si trova.
Il colore bianco indica Cristo risorto, è il colore liturgico della gioia, della fede e della purezza. Si utilizza nel tempo di Pasqua e in quello di Natale. Inoltre nelle celebrazioni del Signore, della B.V.Maria, dei Santi (non martiri) e dei Sacramenti del Battesimo, del Matrimonio, dell’Ordine e dell’Unzione.
Il colore viola è il colore della penitenza, della conversione e dell’attesa. Si utilizza nel tempo di Quaresima e in quello di Avvento. Inoltre nelle celebrazioni dei Defunti e nel sacramento della Penitenza.
Il colore verde è il colore della vita quotidiana, quindi del cammino e della perseveranza, e della speranza. Si utilizza nel Tempo Ordinario.
Il colore rosso è ricorda il sangue, versato da Cristo e dai Martiri, ed è anche il colore del fuoco dello Spirito Santo. Si utilizza la domenica delle Palme, il Venerdì Santo, a Pentecoste, nelle celebrazioni dei Martiri e del Sacramento della Cresima.
Esistono poi dei colori particolari che si utilizzano piĂą raramente in alcune circostanze.
L’oro indica la regalità e la maestà di Dio. Si può usare in sostituzione degli altri colori (generalmente del bianco) per sottolineare l’importanza di alcune solennità .
Il rosa è il colore viola dell’attesa che si stempera nella gioia. Si può usare nella III domenica d’Avvento (Gaudete) e nella IV di Quaresima (Laetare).
Il nero simboleggia il lutto. Si può utilizzare, dov’è consuetudine, al posto del viola nelle esequie, nelle Messe e negli uffici dei defunti.
L’azzurro è un colore mariano, è utilizzato ordinariamente in alcuni paesi (es. in Spagna); in Italia si può trovare come fregio del colore bianco.
Il morello è il colore penitenziale usato nella Diocesi di Milano (Rito ambrosiano) al posto del viola.
Il crocifero è colui che porta la croce durante le processioni (es. all’inizio della Messa). La croce è il simbolo del cristiano per eccellenza, ricordo del sacrificio gratuito di Cristo. Portandola all’inizio della processione, si ricorda all’assemblea dove rivolgere lo sguardo.
SCRITTURA
Lc 4,14-21
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CATECHISMO
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ALLEGATI
Disponibili a breve
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MULTIMEDIA
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