PAGINA INIZIALE / Servite il Signore nella gioia / Incontro 2
Il percorso "Ministart" vuole aiutare i ministranti ad apprendere le nozioni di base per il servizio liturgico (conoscenza); superando però la logica iniziale del puro “fare” durante la Messa, per introdursi ad una dimensione più interiore: essere ministranti significa riconoscersi scelti e amati da Dio (atteggiamenti) e così essere pronti a testimoniare la gioia del Vangelo camminando insieme nella Chiesa, aiutando il Popolo di Dio attraverso la cura della Celebrazione Eucaristica (comportamenti).
1. Sono Tempio
2. Sono Chiamato
3. Sono Unico
4. Sono Figlio
5. Sono Servo
6. Sono Amato
đźž‹ obiettivo:
Comprendere l’importanza della domenica come giorno privilegiato di incontro con il Signore e imparare la scansione del tempo liturgico durante l’anno.
Lc 4,14-21 | [In quel tempo,] Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nà zaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore. Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Spunti per la catechesi | Il tempo non è tutto uguale, alcuni giorni sono più importanti di altri. Infatti, nella settimana la domenica è un giorno speciale, perché in esso si fa memoria dell’evento che ha cambiato per sempre la storia: la Risurrezione del Signore. Proprio come Gesù ogni settimana andava in sinagoga il sabato per pregare con la comunità , così anche noi, come Chiesa, siamo chiamati a radunarci la domenica per celebrare il Mistero Pasquale nell’ascolto della Parola e nello spezzare il Pane. Nell’anno liturgico la Chiesa proclama i misteri della salvezza accompagnando così l’avvicendarsi del nostro tempo.
I ministranti sono divisi in due squadre e si chiede loro di collocare alcune feste su un cartellone che riproduce a mo’ di ruota l’anno liturgico.
Ad es.: Pasqua, Natale, Mercoledì delle Ceneri, I domenica d’Avvento, III domenica di Quaresima, Cristo Re, Ascensione, Pentecoste, SS.ma Trinità , Corpus Domini, Maria Madre di Dio, Ognissanti, Commemorazione dei Defunti, Ss. Pietro e Paolo, domenica delle Palme, Trasfigurazione del Signore, Assunzione della B.V. Maria, Immacolata Concezione, Nascita di Giovanni Battista, S. Stefano, Martiri Sabini, altri santi rilevanti per la fede locale (Patrono del Paese e della Parrocchia).
Ogni risposta corretta dà un punto e il diritto di provare a collocare la successiva ricorrenza, altrimenti tenta l’altra squadra. Si procede così sino a collocare tutte le feste. La ruota può già recare scritti, magari con il giusto colore liturgico, i nomi dei Tempi (Avvento, Natale, Quaresima, Pasqua, Ordinario) oppure, se il gruppo appare più esperto, si possono collocare prima le feste e poi in un secondo momento i nomi dei tempi liturgici.
Razionalizzazione | Anche senza conoscere con precisione la posizione di tutte le feste possiamo in maniera intuitiva comprendere la logica del ciclo liturgico collocando le feste avendone alcune per riferimento. Il centro intorno a cui è costruito l’anno liturgico è la Pasqua.
IL TEMPO LITURGICO
Nel celebrare i misteri della salvezza la Chiesa usa un particolare calendario detto anno liturgico, articolato in diversi “tempi”, nel corso dei quali si fa memoria della vita di Gesù e del cammino della Chiesa.
Come l’evento più importante della vita di Gesù è stata la sua Pasqua, che è anche l’evento più importante della storia, così la sua celebrazione annuale è il centro di tutto l’anno liturgico. Il giorno di Pasqua cade la domenica successiva alla prima luna piena di Primavera (21 marzo). Dalla Pasqua si ricavano tutti i giorni dell’anno liturgico. I giorni immediatamente precedenti alla Pasqua, dal giovedì sera alla domenica, costituiscono il Triduo Pasquale in cui si commemora la Passione, Morte e Risurrezione del Signore; questo mistero si celebra nell’Eucaristia istituita nell’Ultima Cena la sera del Giovedì Santo.
Il tempo di preparazione alla Pasqua è detto Tempo di Quaresima: 40 giorni di penitenza, iniziati il Mercoledì delle Ceneri, e 6 domeniche per preparare il cuore a celebrare il mistero pasquale. Con la Pasqua inizia il Tempo Pasquale ovvero 50 giorni di festa in onore del Risorto: dopo 40 giorni si celebra l’Ascensione e al cinquantesimo il dono dello Spirito a Pentecoste.
Altri due tempi forti celebrano l’attesa e il Natale del Signore Gesù che cade sempre il 25 dicembre: le quattro domeniche che lo precedono scandiscono il Tempo di Avvento, inizio dell’Anno Liturgico e dell’attesa del Signore; il Natale è seguito dal Tempo di Natale fino alla domenica dopo l’Epifania.
In tutte le altre 33 domeniche, e nelle settimane corrispondenti, si celebra il Tempo Ordinario, si ascolta l’insegnamento del Signore e si contemplano i suoi miracoli.
Durante l’anno liturgico il mistero pasquale si commemora anche onorando Cristo con la venerazione alla B.V. Maria e ai Santi, o con l’ulteriore memoria di alcuni aspetti della Sua vita già considerati in un T. Forte (es. la Trasfigurazione). Queste celebrazioni possono essere suddivise in tre gruppi, per importanza che rivestono nella preghiera della Chiesa: [1] solennità , è il grado più alto, riservato per i santi più importanti per la Chiesa universale o locale, la Messa ha eucologia propria, il Gloria, la Seconda Lettura e il Credo; [2] festa, è un ricordo particolare superiore a quello di una semplice memoria, nella Messa si ha l’eucologia propria e si canta il gloria; [3] memoria, è il ricordo del santo o dell’evento, può essere obbligatoria o facoltativa, e in Quaresima si ha solo come commemorazione; la Messa adotta soltanto l’eucologia propria.
Il suono della campana dà inizio alle celebrazioni liturgiche e il suono della campanella richiama l’attenzione al momento dell’epiclesi, quando ci si inginocchia durante la consacrazione. In alcuni momenti particolari, come nella Veglia pasquale, le campane vengono suonate a festa durante il canto del Gloria. Si può ricordare ai ministranti che con questi suoni vengono sottolineati momenti importanti della liturgia, aiutando e coinvolgendo l’assemblea a vivere questi momenti.
SCRITTURA
Lc 4,14-21
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CATECHISMO
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ALLEGATI
Disponibili a breve
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MULTIMEDIA
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