
Un riconoscimento che parla alla Diocesi Sabina

La città di Monterotondo ha conferito oggi la Cittadinanza onoraria a Giovanni Battista Re, cardinale titolare della Diocesi Suburbicaria di Sabina–Poggio Mirteto. Un gesto che, letto dal punto di vista della Diocesi Sabina, assume un significato che va oltre il riconoscimento istituzionale, perché intreccia storia, spiritualità e un legame pastorale costruito nel tempo.
Alla cerimonia hanno preso parte le autorità civili, religiose e militari, insieme a rappresentanti delle associazioni, del volontariato e a numerosi cittadini. Accanto al cardinale Re era presente il vescovo della Diocesi Sabina, Ernesto Mandara, che è intervenuto nei saluti iniziali.
Il legame storico e spirituale tra Monterotondo e il suo Cardinale

Nel suo intervento, il vescovo Mandara ha ringraziato il Comune di Monterotondo per l’iniziativa, sottolineando come il conferimento rappresenti un segno di attenzione e riconoscenza verso una figura che ha sempre dimostrato una cura particolare per il territorio sabino.
Il Vescovo ha ricordato il legame profondo che unisce Monterotondo al suo cardinale anche attraverso segni concreti della storia ecclesiale. L’altare del Duomo cittadino, infatti, fu consacrato dall’allora cardinale della Sabina, a testimonianza di una continuità che attraversa le generazioni.
Il Vescovo ha poi richiamato un altro riferimento storico significativo: sull’Arco di San Rocco, a Porta Garibaldi, è presente una lapide in marmo che conserva l’epigrafe commemorativa della visita di papa Gregorio XVI a Monterotondo nel 1845. In quel testo compare l’espressione “Episcopo sabinorum vigilantissimo”, un titolo che, secondo il vescovo, ben descrive l’attenzione costante e premurosa che il cardinale Re ha sempre riservato all’intera Diocesi Sabina.
Una vita spesa per il bene della Chiesa

La vita del cardinale Giovanni Battista Re è stata costellata da incarichi delicatissimi, svolti sempre per il bene della Chiesa universale con equilibrio, discrezione e saggezza. Questo stile di servizio lo ha reso nel tempo un punto di riferimento non solo nei contesti vaticani, ma anche per le comunità locali della Diocesi Sabina, che hanno riconosciuto in lui una guida attenta, capace di coniugare responsabilità istituzionale e vicinanza pastorale.
Le parole del Cardinale Re: memoria e gratitudine

Nel suo discorso di ringraziamento, il cardinale Re ha espresso parole di gratitudine e affetto verso la città di Monterotondo:
«Ringrazio tutti per le bellissime parole, anche troppo generose nei miei confronti. Accetto con gioia il conferimento che oggi mi concedete».
Ha ricordato il legame personale con la città, dove ogni anno celebra la Santa Messa in onore di Sant’Antonio Abate al Duomo, e dove nel tempo ha avuto modo di celebrare in tutte e quattro le parrocchie, che ha detto di portare nel cuore.
Particolarmente significativo il ricordo del suo primo arrivo a Monterotondo nel 1959, quando, giovane sacerdote, partecipò agli esercizi spirituali di Quaresima a Montefiolo e venne poi inviato a dare una mano alle parrocchie della Diocesi Sabina:
«Confessai per parecchie ore e celebrai la Santa Messa al Duomo di Monterotondo. La cittadinanza che oggi ricevo fa accrescere il mio affetto e il mio augurio per la città».
Collaborazione tra istituzioni e comunità

Nel suo intervento, il cardinale Re ha voluto sottolineare anche il valore dei buoni rapporti tra l’autorità comunale e le parrocchie di Monterotondo, evidenziando come si tratti di realtà distinte, ma unite dallo stesso obiettivo: il bene delle persone.
«Sono due parti distinte della società, ma che rivolgono le loro azioni a favore delle medesime persone: i cittadini di Monterotondo», ha affermato, rimarcando l’importanza di una collaborazione che diventa ancora più preziosa nel tempo presente.
Il suo augurio finale è stato un invito a far crescere sempre di più la solidarietà, non solo tra istituzioni e comunità ecclesiali, ma tra tutti i cittadini, per costruire insieme il futuro di Monterotondo.
Un messaggio che parla alla città

Nel commento ufficiale, il Comune di Monterotondo ha ricordato come il conferimento della cittadinanza onoraria rappresenti un segno di riconoscenza per il profondo legame affettivo che il cardinale Re ha intrecciato negli anni con la città, apprezzandone il sentimento devozionale, il valore culturale dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate e lo spirito di accoglienza che la caratterizza.
È stato inoltre richiamato il lungo percorso apostolico del cardinale, il suo ruolo di decano del Collegio cardinalizio e la sua appartenenza alla Chiesa Suburbicaria di Sabina–Poggio Mirteto, alla quale afferiscono le parrocchie di Monterotondo.
La visita a La Porta Aperta
Al termine della cerimonia, il cardinale Giovanni Battista Re si è recato in visita a La Porta Aperta, la stazione di posta di Monterotondo gestita dalla Fondazione San Giorgio, realtà che opera quotidianamente per il bene di tutta la comunità del territorio. Un gesto che, dal punto di vista della Diocesi Sabina, ha rappresentato un ulteriore segno di attenzione concreta verso i luoghi dell’accoglienza e della solidarietà.

