Cottanello, l’Eremo di San Cataldo si apre al futuro

Inaugurato il sistema “Cultura a Porte Aperte”

Un connubio perfetto tra arte millenaria e innovazione tecnologica. Nel pomeriggio di ieri, venerdì 8 maggio, lo straordinario scenario dell’Eremo di San Cataldo ha ospitato l’inaugurazione del nuovo sistema di apertura e narrazione automatizzata “Cultura a porte aperte”, un passo decisivo per la valorizzazione del gioiello incastonato nella roccia.

​L’iniziativa rientra nel più ampio progetto “Duc in Latium” finanziato dalla Regione Lazio, con l’obiettivo di rendere i luoghi della fede e dell’arte fruibili in modo autonomo e interattivo.

​Il paese di Cottanello si è stretto intorno al suo Eremo in un clima di festa, sottolineato dalle note della banda musicale che ha accompagnato i momenti salienti della cerimonia.

​L’evento si è aperto con i saluti istituzionali: don Delphin Nkumu, parroco del paese, ha dato il benvenuto ai presenti sottolineando l’importanza del sito per la comunità, poi il sindaco Roberto Angeletti ha espresso grande soddisfazione per il traguardo raggiunto. Prendendo la parola, i consiglieri regionali Eleonora Berni e Michele Nicolai hanno ribadito l’impegno della Regione nel sostenere progetti che trasformano il patrimonio locale in volano per il turismo sostenibile.

​Particolarmente significativo l’intervento del Vescovo Ernesto Mandara, che ha presieduto la cerimonia. Nel suo discorso, Sua Eccellenza ha ribadito la necessità di mettere in rete i luoghi culturali della Diocesi: «La tecnologia non deve sostituire l’incontro, ma facilitarlo. Questi sistemi permettono a chiunque di accedere alla bellezza, inserendo San Cataldo in un circuito più ampio di spiritualità e cultura che abbraccia tutta la nostra terra».

​Entrando nel dettaglio tecnico, don Fabrizio Gioiosi, direttore dell’ufficio per i Beni Culturali, ha spiegato il funzionamento del sistema automatizzato. Grazie a questa tecnologia, i visitatori potranno accedere all’eremo in modo smart, guidati da una narrazione automatizzata che svela la storia degli affreschi e la vita dell’eremita, garantendo una fruizione sicura e documentata anche in assenza di personale fisico.

​Alla presentazione hanno preso parte anche don Antonino Treppiedi, l’arch. Viviana Aleandri, progettista del sistema, e i tecnici Carmine Serafini e Diego Tomassetti; e ancora i sindaci Giancarlo Sileri, Alberto Sciarra, Paolo Rinalduzzi, rispettivamente di Casperia, Roccantica e Cantalupo, il cap. Francesco D’Ottavio, Comandante della locale stazione dei Carabinieri, e numerosi cittadini accorsi per l’occasione.

​Dopo la solenne benedizione, i presenti hanno potuto testare in prima persona il sistema, partecipando alle visite guidate inaugurali. L’eremo, noto per i suoi preziosi cicli pittorici e la sua posizione mozzafiato, si conferma oggi come un modello di gestione moderna del patrimonio rupestre.

​Da oggi, l’Eremo di San Cataldo non è solo un monumento da ammirare da lontano, ma una porta sempre aperta sulla storia, pronta ad accogliere turisti e pellegrini con un semplice clic.