
Giovani, lavoro e futuro: a Monterotondo il dialogo tra scuola, imprese e territorio
Una sala piena di studenti, imprenditori, docenti e istituzioni per interrogarsi insieme sul futuro del lavoro e sulle sfide che attendono le nuove generazioni. Si è svolto a Monterotondo il convegno “Inserirsi nel mondo del lavoro”, promosso dalla Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi Sabina-Poggio Mirteto insieme al CAIMO – Consorzio industriale e artigianale di Monterotondo Scalo, con il patrocinio del Comune di Monterotondo.
A moderare l’incontro è stato il giornalista Ramiro Baldacci, direttore del quotidiano online IlTerritorio.net, mentre protagonisti assoluti della giornata sono stati i giovani degli istituti superiori del territorio, che hanno presentato video, riflessioni e domande sul rapporto tra scuola e lavoro.
Il Vescovo Mandara: “Dovete essere la futura classe dirigente”

Ad aprire il confronto è stato il vescovo Monsignor Ernesto Mandara, che ha invitato i ragazzi a guardare con coraggio e concretezza al proprio futuro professionale.
“Io ho davanti a me la futura classe dirigente”, ha detto il Vescovo rivolgendosi agli studenti. “Il mondo è cambiato. Oggi per hobby al massimo si può giocare a calcetto, per tutto il resto bisogna essere specializzati.”
Monsignor Mandara ha insistito sulla necessità di costruire percorsi formativi seri e utili per i giovani: “Il criterio deve essere che questa esperienza vi serva davvero. Dobbiamo migliorare sempre di più questo percorso.”
Nel suo intervento non sono mancati momenti ironici e personali, ma anche un invito forte ad affrontare il futuro senza paura: “Nella vita c’è il rischio. Non abbiate paura di parlare in pubblico. Gli altri sono sempre più cretini di voi.”
Il sindaco Varone: “Il lavoro è anche coesione sociale”

Il sindaco di Monterotondo Riccardo Varone ha sottolineato il valore sociale e territoriale del tema affrontato dal convegno.
“Il lavoro non è soltanto sostegno economico, ma anche inclusione sociale e partecipazione alla vita della comunità”, ha spiegato, annunciando inoltre nuovi progetti per la zona industriale e per il futuro centro servizi alle imprese.
Varone ha parlato della volontà dell’amministrazione di creare un luogo capace di mettere in relazione imprese, scuole, ITS, startup e formazione professionale: “Un laboratorio di conoscenze e competenze che possa diventare un punto di partenza importante per i giovani e per il territorio.”
I video degli studenti: paure, sogni e nuove tecnologie

Uno dei momenti centrali dell’incontro è stata la proiezione dei video realizzati dagli studenti del Peano, del Catullo e del Cardano.
I ragazzi hanno affrontato temi come la difficoltà di trovare un primo impiego, il divario tra scuola e aziende, la precarietà, la paura del futuro e l’impatto dell’intelligenza artificiale.
Giulia De Bartoli, studentessa del Peano, ha spiegato: “Veniamo spesso etichettati come pigri e svogliati, ma spesso il problema è che non ci viene data la possibilità di maturare esperienza.”
Dal liceo Catullo è emersa soprattutto la dimensione emotiva dell’ingresso nel mondo del lavoro. “La fine della scuola può essere spaventosa”, hanno raccontato gli studenti nel loro video, tra dubbi, aspettative e desiderio di trovare la propria strada.
Del Broccolo: “Non perdetevi d’animo”

Il presidente del CAIMO Ubaldo Del Broccolo ha lanciato un messaggio molto concreto ai giovani presenti.
“Non perdetevi d’animo”, ha detto. “Le aziende serie esistono e hanno bisogno di figure specializzate.”
Del Broccolo ha ricordato come oggi manchino numerose professionalità tecniche: saldatori, tornitori, fresatori, aggiustatori meccanici. “Queste competenze si sono perse negli anni perché non c’è stato ricambio generazionale.”
Il presidente del consorzio ha anche ribadito la disponibilità del CAIMO a collaborare con scuole e Diocesi per accompagnare i giovani nell’orientamento professionale.
Lidia Borzì: “Il lavoro deve restare umano”

Molto apprezzato anche l’intervento di Lidia Borzì, vicepresidente delegata ACLI Roma e presidente del Forum Famiglie Lazio, che ha parlato del lavoro come relazione, dignità e crescita personale.
“Il lavoro non è solo stipendio. È relazione, è ambiente sano, è dignità”, ha spiegato. “Non esistono lavori di serie A e di serie B. Esistono lavori tutelati e lavori sfruttati.”
Borzì ha invitato i ragazzi a investire sui propri talenti e a non smettere di coltivare i sogni: “Fare della propria passione un lavoro è la cosa più bella.”
L’intelligenza artificiale e le sfide del futuro

A chiudere il convegno è stato Bernardino Manzocchi, psicologo specializzato in formazione, risorse umane e intelligenza artificiale, che ha affrontato il tema dell’impatto dell’IA sul mondo del lavoro.
“La domanda non è se l’intelligenza artificiale serva davvero, ma a cosa la facciamo servire”, ha spiegato.
Manzocchi ha invitato i ragazzi a non vivere la tecnologia con paura ma con consapevolezza: “State vivendo la quarta rivoluzione industriale. Dovete imparare a usare questi strumenti e a comprenderli.”
Secondo l’esperto, le professioni cambieranno profondamente, ma resterà centrale la responsabilità umana: “L’intelligenza artificiale può aiutare, ma la responsabilità finale resta sempre della persona.”
Un percorso che continua
Il convegno si è concluso con un lungo applauso ai ragazzi e con l’impegno condiviso di proseguire il lavoro di orientamento e confronto tra scuola, imprese e territorio.
Una giornata che ha mostrato non solo le paure dei giovani, ma anche la loro capacità di analizzare il presente e immaginare il futuro.

