Al Pozzo di Sichem, i giovani della Diocesi riflettono sulle relazioni tossiche

A Passo Corese il quarto incontro del percorso “Al Pozzo di Sichem”

Si è concluso domenica pomeriggio a Passo Corese il quarto appuntamento di “Al Pozzo di Sichem”, il percorso di approfondimento sull’amore e sull’affettività promosso dalla Pastorale Giovanile e animato dalla Pastorale Familiare della Diocesi Sabina-Poggio Mirteto.

Anche questo incontro ha coinvolto numerosi giovani del territorio in un pomeriggio di ascolto, confronto e riflessione dedicato al tema delle relazioni tossiche e dei segnali che possono compromettere amicizie, relazioni affettive e rapporti interpersonali.

Il percorso, iniziato nei mesi scorsi, aveva già affrontato il tema del bisogno di relazione, delle diverse forme dell’amore e delle difficoltà comunicative tra uomo e donna. In questa quarta tappa, invece, l’attenzione si è concentrata sui “veleni” che rischiano di inquinare il “pozzo” della relazione, compromettendo libertà, dignità e reciprocità.

Giovani chiamati a riconoscere i segnali della tossicità

Attraverso attività di gruppo, momenti di dialogo e dinamiche interattive, i partecipanti sono stati accompagnati a riconoscere alcuni comportamenti disfunzionali sempre più presenti nelle relazioni contemporanee.

Il pomeriggio si è aperto con il cosiddetto “Gioco dell’Impostore”, utilizzato come strumento simbolico per aiutare i ragazzi a comprendere quanto sia difficile riconoscere, soprattutto nelle fasi iniziali, una relazione tossica.

Successivamente il confronto si è spostato anche sul linguaggio della musica contemporanea, analizzando alcuni testi nei quali gelosia, controllo, dipendenza affettiva e possesso vengono spesso presentati come forme di amore intenso.

L’incontro ha quindi affrontato in modo concreto i principali “marcatori della tossicità”: dipendenza emotiva, ipercontrollo, isolamento sociale, ghosting, gaslighting, ricatti emotivi e manipolazione.

Il tema dei “paletti” come antidoto alle relazioni disfunzionali

Particolarmente significativa la riflessione sugli antidoti possibili alle dinamiche tossiche. Il percorso ha proposto ai giovani la parola chiave “paletti”, intesa come capacità di definire confini chiari, riconoscere il disagio e imparare a chiedere aiuto.

Mettere “paletti” significa infatti imparare a custodire la propria libertà e la propria dignità, senza confondere il controllo con l’amore o la dipendenza con l’affetto.

Durante il pomeriggio è stato inoltre ricordato il valore dell’ascolto e del supporto qualificato, anche attraverso il riferimento allo Spazio Ezer, realtà del territorio impegnata nell’accompagnamento e nel sostegno delle persone nelle fragilità relazionali.

La Parola di Dio per leggere le relazioni

La parte finale dell’incontro è stata affidata alla riflessione sul Vangelo di Marco relativo alla vicenda di Erode, Erodìade e Giovanni Battista.

Il brano evangelico è stato proposto come chiave di lettura per comprendere dinamiche di manipolazione, dipendenza, ricerca del consenso e incapacità di mettere limiti. Giovanni Battista è stato presentato come la voce della verità che smaschera le relazioni costruite sul controllo e sul possesso.

L’incontro si è concluso con la recita comunitaria del Padre Nostro, seguita da un momento di convivialità, confronto e ringraziamenti tra i partecipanti e gli animatori del percorso, a conferma del clima di ascolto e condivisione che continua a caratterizzare il cammino di Al Pozzo di Sichem.