Tarano riabbraccia la sua storia: riapre la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta

Un giorno di festa, emozione e profonda rinascita per la comunità di Tarano. Domenica 28 le porte della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta si sono finalmente riaperte, restituendo ai fedeli e all’intero territorio un gioiello di fede, storia e architettura rimasto a lungo ferito. L’edificio, infatti, era stato gravemente danneggiato dal violento sisma del 2016 che ha colpito l’area di Amatrice e del Centro Italia, rendendo necessari complessi interventi di restauro e messa in sicurezza.

I lavori sono stati coordinati e seguiti con dedizione dall’arch. Viviana Aleandri, direttrice dell’ufficio tecnico della diocesi, e dall’ing. Marco Tornillo che hanno guidato il delicato cantiere fino al tanto atteso traguardo della riapertura.

Le parole del Vescovo e la gioia della comunità

La solenne celebrazione liturgica è stata presieduta dal Vescovo, Mons. Ernesto Mandara. Durante la sua toccante omelia, il Vescovo ha descritto la chiesa restaurata come un edificio “solido, robusto e luminoso”, cogliendo l’occasione per rivolgere un caloroso invito alla comunità locale: l’esortazione a rispecchiarsi nell’architettura dell’edificio sacro, diventando a propria volta una comunità solida nella fede, robusta nelle avversità e luminosa nella testimonianza quotidiana evangelica.

Un’emozione condivisa pienamente dal parroco, don Daniel Navarros Correa, che nel ringraziare il Vescovo e tutti coloro che si sono spesi per questo risultato, ha voluto lanciare un messaggio profondo: “Riaprire una chiesa significa tornare ad avere la presenza reale di Cristo nell’Eucarestia in mezzo alla nostra comunità”.

Al termine della messa, l’entusiasmo si è spostato fuori dalle mura sacre: i cittadini si sono riversati in piazza per festeggiare insieme, in un clima di ritrovata convivialità e condivisione.

Un restauro identitario e culturale

L’importanza dell’evento è stata ribadita anche da don Antonino Treppiedi (Vicario episcopale per gli affari economici) che ha sottolineato la rilevanza dell’intervento sotto il profilo sociale, ricordando cosa significhi per un piccolo borgo vedersi restituire un luogo così profondamente identitario, centro nevralgico della memoria collettiva. Infine, don Fabrizio Gioiosi (Direttore dell’ufficio beni culturali) ha sottolineato il valore storico dell’edificio e delle opere d’arte custodite al suo interno. Tra queste spiccano una suggestiva Pietà del XV secolo di ambito tedesco, i dipinti del celebre pittore Girolamo Troppa e un’importante tavola cinquecentesca francescana.

Un legame con il passato lungo nove secoli

La chiesa di Santa Maria Assunta non è solo un luogo di culto, ma un vero e proprio libro di storia locale. Costruita originariamente nel XII secolo come chiesa castrale (all’interno della struttura fortificata del borgo), è stata progressivamente ampliata nel corso dei secoli per assecondare la crescita della popolazione.

Nel Seicento l’edificio ha subìto un profondo restauro che ne ha ridefinito l’aspetto in linea con i canoni dell’epoca, fino ad arrivare ai giorni nostri e alla dura prova del terremoto del 2016. Ieri, con la benedizione del Vescovo e il suono delle campane a festa, Tarano ha dimostrato che le ferite della storia si possono rimarginare, riconnettendo il proprio glorioso passato a un futuro tutto da scrivere.