
Si è svolto a Passo Corese il terzo appuntamento del percorso Al Pozzo di Sichem, promosso dall’Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile e familiare della Diocesi Sabina. Anche questa tappa ha visto la partecipazione di numerosi giovani, coinvolti in un cammino di approfondimento sull’amore e sull’affettività.
Dopo aver riflettuto nei precedenti incontri sul bisogno di relazione e sulle dinamiche che rendono belle e solide le amicizie e i rapporti affettivi, il terzo appuntamento ha posto al centro una dimensione decisiva: la comunicazione. Un tema concreto, capace di toccare la vita quotidiana dei ragazzi e di offrire strumenti per comprendere meglio se stessi e gli altri.
Capire che l’amore ha linguaggi diversi
Il cuore dell’incontro è stato la scoperta dei cosiddetti cinque linguaggi dell’amore, un modello educativo che aiuta a comprendere come ogni persona esprima e riceva affetto in modo differente.
L’idea di fondo è semplice ma decisiva: spesso le relazioni entrano in crisi non perché manca l’amore, ma perché si smette di comunicare nel modo che l’altro riesce a comprendere. Come è stato spiegato durante l’incontro, il problema non è tanto l’assenza di sentimento, quanto la difficoltà di tradurlo in gesti, parole e attenzioni che l’altro riconosca come segni di cura.
Questa consapevolezza ha aiutato i giovani a guardare con maggiore realismo alle proprie relazioni, scoprendo che la diversità non è un ostacolo, ma una possibilità di crescita.
Imparare a conoscere se stessi per incontrare l’altro
Il percorso ha invitato i partecipanti a fare un passo importante: riconoscere il proprio modo di amare. Alcuni scoprono di sentirsi amati attraverso le parole, altri attraverso il tempo condiviso, altri ancora attraverso gesti concreti, attenzioni o contatto fisico.
Questa riflessione ha messo in luce una verità semplice ma spesso trascurata: per costruire relazioni autentiche non basta voler bene, occorre imparare a conoscere l’altro e a comprendere i suoi bisogni.
La comunicazione, infatti, non è un elemento accessorio nella relazione, ma il suo fondamento. Senza un linguaggio condiviso, anche l’amore più sincero rischia di non essere riconosciuto.
La diversità come ricchezza nella relazione
Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato le differenze tra maschile e femminile nel modo di vivere e comunicare i sentimenti. Non si tratta di regole rigide, ma di tendenze che, se comprese, possono aiutare a evitare incomprensioni e conflitti.
Il messaggio consegnato ai giovani è stato chiaro: la diversità non va temuta, ma accolta come una risorsa. Ogni relazione richiede uno sforzo di traduzione reciproca, cioè la disponibilità a uscire dal proprio modo abituale di comunicare per incontrare l’altro nel suo linguaggio.
È proprio questo passaggio che trasforma una relazione fragile in una relazione matura.
Un cammino che continua
Come nelle tappe precedenti, anche questo incontro ha unito riflessione personale, confronto di gruppo e ascolto della Parola di Dio, offrendo ai ragazzi un’esperienza educativa completa. Il riferimento evangelico dell’incontro al pozzo tra Gesù e la Samaritana ha ricordato che ogni relazione nasce da un incontro reale, fatto di ascolto, verità e desiderio di comprensione reciproca.
Il percorso Al Pozzo di Sichem proseguirà con il prossimo appuntamento del 17 maggio, continuando ad accompagnare i giovani in un cammino di crescita affettiva e relazionale, sempre più consapevole e responsabile.

