Educare alla pace: l’incontro con il prof. Alfano a Monterotondo

Giovani protagonisti dell’incontro sulla pace a Monterotondo

Si è svolto con una partecipazione attenta e coinvolta l’incontro del corso di formazione all’impegno sociale e politico promosso dall’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi Sabina-Poggio Mirteto, dedicato al tema “Operatori di Pace – Superare i conflitti tra i popoli”.

All’appuntamento, ospitato presso il Centro Comunitario della Parrocchia Gesù Operaio a Monterotondo, hanno preso parte circa 80 ragazzi e ragazze provenienti dai licei e dagli istituti superiori del territorio, segno di un interesse concreto delle giovani generazioni verso i temi della pace, del dialogo e della responsabilità civile.

L’incontro ha rappresentato un’occasione di riflessione educativa e culturale su un tema che riguarda da vicino la vita quotidiana delle comunità e il futuro della società.

La pace come costruzione quotidiana

Nel suo intervento, il professor Giulio Alfano, coordinatore del curriculum di Scienze della Pace presso la Pontificia Università Lateranense, ha ripercorso il significato storico e culturale della pace, sottolineando come essa non sia un concetto astratto, ma una responsabilità concreta che si realizza attraverso comportamenti e relazioni.

Tra i passaggi più significativi del suo intervento, il professore ha ricordato che «la pace è un lavoro da costruire ogni giorno», evidenziando come la convivenza civile si fondi sulla capacità di dialogo e sulla gestione dei conflitti.

Ha inoltre sottolineato che «la parola conflitto non è una parola negativa», perché il conflitto rappresenta un confronto tra persone che hanno punti di vista diversi. Ciò che conta, ha spiegato, è imparare a gestirlo in modo costruttivo, evitando che degeneri nell’odio o nell’indifferenza.

Il valore del rispetto e della dignità

Un altro tema centrale dell’incontro è stato il significato autentico del rispetto. Il professor Alfano ha chiarito che «il rispetto non è la tolleranza», ma il riconoscimento della dignità dell’altro.

Secondo la riflessione proposta, la dignità si manifesta nel rifiuto di ogni forma di umiliazione, di bullismo e di sfruttamento, ma anche nella capacità di custodire la propria identità senza danneggiare gli altri.

In questo contesto, la pace è stata descritta come un processo educativo che si realizza attraverso la formazione della persona e la costruzione di relazioni autentiche, fondate sulla responsabilità e sulla consapevolezza.

Scuola e famiglia come luoghi di educazione alla pace

Ampio spazio è stato dedicato al ruolo della scuola e della famiglia, indicate come luoghi fondamentali per la crescita civile e sociale delle nuove generazioni.

Il professore ha ricordato che la scuola è una vera comunità educativa e che la famiglia rappresenta il centro della società. In entrambi questi contesti si impara il rispetto delle regole, la condivisione e la capacità di vivere insieme.

Tra le indicazioni operative rivolte ai giovani, è stata evidenziata l’importanza di coltivare l’empatia, sviluppare competenze non violente e creare spazi sicuri in cui ciascuno possa esprimere le proprie idee e affrontare le difficoltà senza paura.

La pace come responsabilità personale e sociale

Nel corso dell’incontro è emersa con forza l’idea che la pace non sia soltanto un obiettivo politico o istituzionale, ma una responsabilità personale che riguarda ogni individuo.

Il professor Alfano ha richiamato l’attenzione sul valore della solidarietà, spiegando che essa significa non restare indifferenti davanti alle sofferenze e alle difficoltà degli altri.

In conclusione, ha invitato i giovani a sviluppare una cultura della pace fondata sull’amicizia, sulla collaborazione e sulla capacità di ascolto, ricordando che la sicurezza personale non coincide con la superiorità sugli altri, ma con la consapevolezza della propria dignità.