PAGINA INIZIALE / Come io vi ho amati / Incontro 5
Conoscenza
Riconoscere il proprio servizio come parte del cammino personale e della Chiesa verso Dio, condiviso con i fratelli e le sorelle che il Signore ci affianca.
Atteggiamenti
Crescere nella fiducia, prontezza e accoglienza verso gli altri, imparando a vedere il bene possibile anche in chi non si conosce.
Comportamenti
Vivere il servizio con spirito comunitario, prendendosi cura anche dei propri compagni di servizio e accogliere l’altro con rispetto e senza pregiudizi.
1. Essere in cammino
2. Camminare insieme
3. Vedere il bene possibile
🞋 obiettivo:
Pensare alla processione liturgica come segno di un cammino comunitario che vive la Chiesa verso il Cielo, ma anche del singolo in cammino verso Dio.
In un gruppo (preferibilmente uno ma da 9 persone massimo) si affronta un percorso diviso in tanti step quanti sono i giocatori.
Dal primo step, parte il primo ministrante che da solo dovrà affrontare la sua prova fino a raggiungere il secondo step dove, dopo aver superato la sfida, guadagnerà la prima lettera della parola finale; poi potrà partire tutto il gruppo restante che insieme arriverà al secondo step superando solo gli ostacoli. Da qui, un altro ministrante dovrà affrontare singolarmente la seconda prova… e così via fino all’ultimo step. Alla fine, quando ciascuno avrà guadagnato una lettera, il gruppo cercherà di indovinare la parola finale e si recherà (se possibile) nel posto indicato, oppure proverà a spiegare dove esso si trovi.
Possibili prove tra i diversi step successivi:
- riconoscere l’odore dell’incenso tra alcune essenze profumate e coperte, disposte lungo il tragitto tra il proprio step e il successivo;
- portare una candela, senza farla spegnere;
- tenere in equilibrio un bastone con il palmo della mano senza farlo cadere;
- portare un libro con la scritta “messale” in equilibrio sulla testa senza farlo cadere;
- in 40 secondi, il ministrante deve indossare la veste, correre fino allo step successivo, fare un inchino, accendere tre candele, togliersi e piegare la veste;
- portare una pallina da ping pong con la scritta “pane” in equilibrio su un cucchiaio, tenuto in bocca, senza farla cadere, dal proprio step fino al successivo;
- un ragazzo bendato viene guidato dalla squadra attraverso un percorso fino a raggiungere un oggetto misterioso, che dovrà riconoscere mangiandolo (uva);
- con un bicchiere prendere dell’acqua da un secchio pieno d’acqua e riempire una bottiglia (posta alla fine) fino ad un punto indicato all’esterno;
- rispondere a un indovinello che abbia come risposta “processione”.
Razionalizzazione. In questo gioco si è fatta esperienza di come nel servizio in gruppo è insieme che si raggiunge la meta finale: incontrare Gesù, presenza viva nel tabernacolo. È vero che a ciascuno è assegnato un servizio in particolare e che cercherà di svolgere al meglio che può, ma è solo grazie all’unione di tutti che si è potuta fare strada e avanzare, ciascuno aiutando con il suo contributo e le sue qualità, guidandosi a vicenda, incoraggiandosi e non lasciando nessun indietro da solo. Non si serve mai da “single-player”, anche quando non si è in molti, perché il servizio è sempre in modalità multi-player: una catena che, nel piccolo, aiuta sempre il cammino di tutti i presenti proprio come nelle processioni, sia quelle tra le strade dei nostri paesi, che all’inizio di ogni celebrazione eucaristica.
LE PROCESSIONI LITURGICHE
Per significare il cammino della Chiesa verso il Cielo, la liturgia ci propone il gesto della processione: con esso ringraziamo il Signore, lo supplichiamo come comunità e testimoniamo al mondo la nostra fede.
La liturgia prevede diverse processioni nella Messa. [1] Introitale. La processione con cui i ministri dalla sacrestia accedono all’altare. Arrivati all’altare fanno l’inchino o la genuflessione se è presente il Santissimo. Nel servizio solenne precede tutti il turiferario, seguono il crocifero e i ceroferari; quindi i ministri (lettori, accoliti) e i ministranti; poi il diacono che porta l’Evangeliario, gli altri diaconi, i sacerdoti concelebranti, il celebrante principale, i diaconi assistenti, eventualmente quelli che portano le insegne (i caudatari) e gli addetti al libro e al microfono. Per gli altri servizi si fanno i dovuti adattamenti. [2] Offertoriale. È la processione delle offerte, vi possono partecipare i fedeli portando all’altare pane, vino, acqua ed eventuali doni per le necessità dei fratelli più poveri. Questi ultimi sono posti in un luogo apposito mentre quelli per la celebrazione sono accolti dal celebrante, o dai diaconi, e posti sull’altare che è stato già preparato. [3] Alla Comunione. È la processione a cui partecipa tutta l’assemblea: è il popolo di Dio in cammino per ricevere il Signore. [4] Uscita. Al termine della Messa la processione si svolge come l’introitale, ma senza l’incenso e l’Evangeliari e si può rientrare per una via più breve.
La Chiesa prevede poi altre processioni che arricchisono la sua liturgia ed esprimono la fede dei fedeli anche in pubblico. La processione più importante è quella del [1] Corpus Domini, con cui la Chiesa accompagna il Signore in cammino per le vie delle proprie città, per manifestare la fede nell’Eucaristia. Dopo la Messa il sacerdote, in casula o piviale, col velo omerale, porta l’Eucaristia nell’Ostensorio, sotto il baldacchino (o l’ombrello). Lo precedono: crocifero, ceroferari, clero, le insegne e due turiferari. Lo segue tutto il popolo con le candele. Si svolge con canti e preghiere ed eventuali soste con la benedizione. [2] Liturgiche. La Chiesa universale propone processioni prima della Messa con i rami di ulivo per la Domenica delle Palme, e con le candele per la Veglia Pasquale e per la presentazione al Tempio. [3] Devozionali. Infine si possono organizzare altre processioni per chiedere l’intercessione della B.V. Maria e dei Santi, o in onore di altre feste.
È mai capitato di fare una stessa strada prima da soli e poi in compagnia? Avete provato la sensazione che tutt’un tratto fosse più facile, più bella? Eppure, nessuno ha preso il vostro posto, la vostra fatica o ha portato il vostro zaino, semplicemente stavate facendo insieme il cammino. Entrambi avevate un obiettivo comune, una strada da percorrere. I cammini nella nostra vita possono essere molto lunghi, ci sono molte scelte da affrontare: dal decidere cosa studiare al capire quale tassello di questa grande famiglia, che è la Chiesa, siamo chiamati ad essere!
La processione ci ricorda proprio il cammino della Chiesa verso Colui per cui ci siamo messi in movimento: Gesù. È un cammino che ci coinvolge tutti e insieme! Non possiamo scordare nessun pezzo, come in una celebrazione, perché tutti abbiamo un ruolo unico sulla strada. Nel camminare insieme dobbiamo ricordarci che ognuno di noi è chiamato ad aver cura del proprio piccolo passo che ogni giorno può fare e che incredibilmente aiuterà tutta la comunità, anche se non lo vediamo!
Come riconosco che nel mio servizio da ministrante non sono solo? Quando percepisco di star incontrando insieme a qualcun altro Gesù?
SCRITTURA
______________
CATECHISMO
CE 128-131; 145; 170; 242-247; 264-271; 342-343; 1093-1101
OGMR 44; 47; 74; 86
______________
ALLEGATI
Disponibili a breve
______________
MULTIMEDIA
...
