Tempo Ordinario

Dove inizia il servizio

🞋 obiettivo:

Vedere la sacrestia come luogo di cui avere molta cura, poiché è dove si custodiscono e si preparano gli oggetti liturgici ed è dove ci si predispone spiritualmente alle celebrazioni.

📗 Formazione liturgica

La sacrestia è il luogo dove si custodiscono gli abiti e gli oggetti che servono per la liturgia, e dove ci si prepara – materialmente e spiritualmente – per le celebrazioni. Quando è presente in parrocchia o adattando un ambiente nelle occasioni solenni (ad es. se celebra il Vescovo), il celebrante può prepararsi in un luogo a parte detto secretarium, cioè quello dove recita le preghiere “in segreto”.

In ogni sacrestia ci sono alcuni elementi indispensabili. Anzitutto il [1] tavolo. Su di esso si possono appoggiare gli oggetti da portare poi nei pressi dell’altare, sull’apposito tavolino per l’offertorio (credenza o abaco). Inoltre ospita i paramenti e il camice per la vestizione del celebrante principale. [2] Armadi. Nella sacrestia non può mancare un armadio adatto per le vesti sacre, sia per i camici che per gli altri paramenti. Nonché i mobili per contenere gli oggetti liturgici. [3] Croce. Ben visibile, si saluta con la riverenza prima della processione iniziale («Procedamus in nomine Christi. Amen») e al termine della celebrazione («Prosit. Tibi quoque»).

Rispetto alla sacrestia bisogna avere due atteggiamenti essenziali ogni volta che siamo al suo interno. [1] Cura. La sacrestia è un luogo da custodire, facendo in modo che gli oggetti e le vesti usate per la celebrazione siano conservate con decoro. Per far questo è bene, prima e dopo le celebrazioni, usare grande attenzione. [2] Silenzio. Per aiutare noi e gli altri a pregare è bene prestare particolare attenzione al silenzio: scegliamo di dirci in questo luogo solo le cose essenziali per la celebrazione!

Il buon sacrestano [1] ha cura degli ambienti della chiesa e della sacrestia, li tiene in ordine e puliti, nonché è custode del silenzio e, se non sono automatiche, delle campane. È il suo modo per aiutare la comunità a pregare! [2] Prima della celebrazione il sacrestano si assicura che siano pronti: il lezionario, il messale ed eventuali libretti per la concelebrazione; gli oggetti che devono stare sul presbiterio; le vesti sacre per tutti i sacerdoti; l’Evangeliario, la croce, le candele e il turibolo in sacrestia se la celebrazione è solenne. [3] Dopo la celebrazione ripone tutti gli oggetti sacri ordinatamente, come pure le vesti. I lini sacri che non verranno riutilizzati sono posti a lavare a parte. L’acqua usata per il lavabo è opportuno versarla nella terra (o nel sacrario), così eventuale cenere prodotta da cose benedette. Se il sacrestano ha anche servito la Messa ed è in camice prima mette in ordine e poi toglie la veste.

❤️ Una cura in più

Ci sono delle occasioni nella nostra vita di tutti i giorni che attendiamo con tanta ansia e ogni cosa deve stare a proprio posto quel giorno. «Guai a chi mi tocca i vestiti scelti da una settimana messi proprio lì per trovarli subito» oppure leggo e rileggo la lista di tutto ciò che devo prendere e controllo che la sveglia sia impostata bene, sia mai che proprio domani non dovesse suonare! Quanta trepidazione per un grande evento e quanto timore che tutto qualcosa non vada come deve. È così anche con la celebrazione liturgica che serviamo ogni settimana!

Sappiamo che custodendo e preparando il luogo iniziale della celebrazione (la sacrestia) eviteremo spiacevoli sorprese proprio poco prima che si suoni la campana d’inizio o ancor peggio durante la celebrazione! Se tutto è in disordine, come possiamo sperare che anche il nostro cuore non lo sia? Se abbiamo tanta confusione in testa o se siamo troppo distratti dalle cose da fare all’improvviso, non riusciremo a prepararci opportunamente all’incontro con Gesù… non saremo totalmente presenti lì con Lui. Vivendo bene, preparando bene il momento prima della festa, ci godremo ancor più la festa perché saremo pronti. Le cose belle non si improvvisano! Non ci saremmo persi nessun pezzetto di noi in giro e riusciremo ad essere al servizio con tutto il cuore e tutto noi stessi.

Ci possiamo chiedere: come vivo il tempo che passo in sacrestia? Di che cosa mi prendo cura?

SCRITTURA

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CATECHISMO
CE 37-38; 53
OGMR 105; 209
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ALLEGATI

Disponibili a breve

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MULTIMEDIA

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