PAGINA INIZIALE / Come io vi ho amati / Incontro 13
Conoscenza
Percepire la preziosità della vita custodita in ciascuno e riconoscere in Gesù il vero nutrimento per la vita eterna.
Atteggiamenti
Maturare cura e rispetto verso le persone che incontriamo e i luoghi che abitiamo nel servizio, in quanto beni di tutta la comunità.
Comportamenti
Nutrire l’incontro personale con Gesù attraverso il servizio del banchetto eucaristico.
1. Essere semi
2. La fonte del servizio
3. Generosamente
🞋 obiettivo:
Riconoscere la preziosità della vita in ciascuno, anche quando non è subito visibile, e la necessità di custodia e nutrimento, poiché è dall’incontro con Gesù che nascono i buoni frutti per sé e per gli altri.
Ai ragazzi verranno consegnati alcuni semi di piante e diversi vasetti, in cui piantare i loro semini, riempire di terra e dare loro dell’acqua. Poi porteranno i vasetti a casa e vedranno quando crescerà la pianta.
Razionalizzazione. I semi sembrano morti e non possono essere mangiati così. Però, al loro interno, contengono tutti gli ingredienti necessari per la vita! Basta infatti piantarli, mettere dell’acqua, prendersene cura… per scoprire che quel seme “morto” in realtà è vivo. È segno di una vita nascosta, protetta e che ha bisogno di essere “innaffiata” da Gesù, affinché porti vita a sé e agli altri.
Gv 12, 24-26 | [In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:] «In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà».
Spunti | Il vangelo ci propone un esempio molto particolare: un chicco di grano che per essere “utile”, per diventare frutto, deve “morire”. Se vogliamo cioè che questo seme sia un frutto per me e per gli altri, alle volte ci è richiesto un sacrificio, cioè un fare-sacro, un rendere sacro qualcosa di mio in favore degli altri.
Gesù ci parla di due strade che l’uomo può scegliere: la prima è essere “attaccati” alla vita cioè vivere secondo la vanità del mondo e camminare sulla strada dell’egoismo senza fare niente per gli altri. L’altra è vivere sulla strada della generosità, anche se più difficile da comprendere. Infatti l’egoista vede quello che può guadagnare per se stesso, il generoso si “svuota” di se stesso per vedere il bene per gli altri.
Gesù è il vero esempio di carità e servizio. Nell’ultima cena sappiamo che sarà lui ad abbassarsi e a lavare i piedi a discepoli. Gesù ci ricorda che se davvero vogliamo diventare suoi servitori, dobbiamo lasciare tutto quello che ci impedisce di seguirlo.
È bello pensare che possiamo sempre rendere il nostro servizio più vicino a Gesù! Facciamo “morire” il desiderio di metterci in mostra, di fare solo il servizio che ci piace, sacrifichiamoci con Gesù perché gli altri vivano! Nel concreto magari significa che i nuovi arrivati trovino spazio nel gruppo, che i piccoli inizino ad avere compiti più “visibili” ecc. E così il nostro servizio in modo misterioso sarà sempre più simile al servizio di Gesù che nella Messa celebriamo come Crocifisso e Risorto: il chicco che muore e ha portato molto frutto. Posso chiedermi: come mi prendo cura del seme che sono?
Si può contemplare insieme ai ministranti la piccolezza del grano dal cui viene il pane quotidiano e l’importanza del loro servizio nascosto e fruttuoso.
SCRITTURA
Gv 12, 24-26
______________
CATECHISMO
______________
ALLEGATI
Disponibili a breve
______________
MULTIMEDIA
...
