PAGINA INIZIALE / Come io vi ho amati / Incontro 15
Conoscenza
Percepire la preziosità della vita custodita in ciascuno e riconoscere in Gesù il vero nutrimento per la vita eterna.
Atteggiamenti
Maturare cura e rispetto verso le persone che incontriamo e i luoghi che abitiamo nel servizio, in quanto beni di tutta la comunità.
Comportamenti
Nutrire l’incontro personale con Gesù attraverso il servizio del banchetto eucaristico.
1. Essere semi
2. La fonte del servizio
3. Generosamente
🞋 obiettivo:
Prendersi cura dei luoghi in cui si svolge il proprio servizio e quello degli altri, come atto di carità verso i beni comuni della parrocchia.
Versetto di lancio | Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità (1Cor 13,13).
Descrizione | Da dove cominciare a prendersi cura degli ambienti comuni se non da ciò che è più vicino al ministrante? Ci si può così organizzare per realizzare un inventario di tutti gli abiti a disposizione dei ministranti, pulire e ordinare l’armadio dove vengono riposti, personalizzarlo con qualche foto del gruppo, sostituire le stampelle rotte, aggiungere le etichette dei nomi e sistemare le vesti in base alla loro frequenza di utilizzo, ecc...
Con l’aiuto e la disponibilità dei genitori inoltre è possibile preparare una turnazione per il loro lavaggio. Qualora questa esperienza sia già abitudine o avvenga in tempi piuttosto rapidi, ci si può accordare con il parroco anche per la pulizia di un altro ambiente comune, come la sacrestia, l’altare (rimozione della cera o sistemazione dei fiori) o qualche altro luogo (che abbia davvero bisogno di essere sistemato e non solo in maniera simbolica).
Sintesi | Il servizio non può restare mai circoscritto nel proprio raggio d’azione, ma è necessario che si allarghi laddove ce ne sia di bisogno, dove e come possibile. Prendersi cura del proprio servizio non significa soltanto svolgere il proprio compitino, ma avere a cuore che anche le realtà intorno siano preparata e curate perché possano essere luoghi belli di incontro tra noi e con Dio.
È vero, questo può costare fatica e sembrare anche un po’ ingiusto sistemare laddove qualcun altro ha sporcato, ma è qui che arriva la soddisfazione più grande, ciò che permette di allargare davvero il cuore: preparare affinché qualcuno possa fare esperienza di gioia grazie alla nostra cura silenziosa e nascosta.
Per l'animatore dal CCC
CCC 1822. La carità è la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per se stesso, e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio.
1823. Gesù fa della carità il comandamento nuovo. Amando i suoi «sino alla fine» (Gv 13,1), egli manifesta l’amore che riceve dal Padre. Amandosi gli uni gli altri, i discepoli imitano l’amore di Gesù, che essi ricevono a loro volta. Per questo Gesù dice: «Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore» (Gv 15,9). E ancora: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati» (Gv 15,12).
1824. La carità, frutto dello Spirito e pienezza della Legge, osserva i comandamenti di Dio e del suo Cristo: «Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore» (Gv 15,9-10).
1825. Cristo è morto per amore verso di noi, quando eravamo ancora «nemici» (Rm 5,10). Il Signore ci chiede di amare come lui, perfino i nostri nemici, di farci prossimo del più lontano,di amare i bambini e i poveri come lui stesso.
1827. L’esercizio di tutte le virtù è animato e ispirato dalla carità. Questa è il «vincolo di perfezione» (Col 3,14); è la forma delle virtù; le articola e le ordina tra loro; è sorgente e termine della loro pratica cristiana. La carità garantisce e purifica la nostra capacità umana di amare. La eleva alla perfezione soprannaturale dell’amore divino.
1828.La pratica della vita morale animata dalla carità dà al cristiano la libertà spirituale dei figli di Dio. Egli non sta davanti a Dio come uno schiavo, nel timore servile, né come il mercenario in cerca del salario, ma come un figlio che corrisponde all’amore di colui che «ci ha amati per primo» (1Gv 4,19).
1829. La carità ha come frutti la gioia, la pace e la misericordia; esige la generosità e la correzione fraterna; è benevolenza; suscita la reciprocità, si dimostra sempre disinteressata e benefica; è amicizia e comunione.
SCRITTURA
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CATECHISMO
CCC 1822-1829
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ALLEGATI
Disponibili a breve
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MULTIMEDIA
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