Tempo di Natale

La veste del servizio

🞋 obiettivo:

Sviluppare la consapevolezza di indossare il camice come veste che richiama la condizione di santità ricevuta nel Battesimo, avendo cura della sua manutenzione.

📗 Formazione liturgica

La veste del servizio è il camice, un abito di colore bianco, per questo detto anche alba. È l’immagine della condizione di santità ricevuta nel Battesimo,
in cui ci è stata consegnata una veste bianca e la vocazione a servire.

Com’è fatto? [1] Collo. Può essere aderente al collo, anche con bottoni o cerniere, o tagliato a modo quadrato (collo romano). In questo caso si usa l’amitto per coprire l’abito comune. [2] Maniche. Scendono lungo le braccia coprendole completamente. [3] Veste. Copre tutto il corpo, può essere talvolta decorata con pieghe o, come, nella tarcisiana con due bande rosse. Se non è stretta ai fianchi si usa il cingolo. [4] Orlo. Può essere variamente decorato.

Il significato. [1] Veste bianca. Il camice è la nostra veste battesimale, cioè quell’abito di grazia che ci ha donato la Pasqua di Cristo. È l’abito nuziale per partecipare al banchetto dell’Agnello. La liturgia ci propone di impreziosire ogni veste liturgica con una benedizione e con la santità di vita. Tutti i ministri indossano il camice perché tutti sono battezzati, poi ad esso ognuno secondo il suo ministero aggiunge i paramenti propri. [2] Amitto. L’amitto vuole ricordare l’elmo della sapienza di cui sono rivestiti gli amici di Gesù: tutti i nostri pensieri sono affidati a Lui. [3] Cingolo. Il cingolo stretto ai fianchi ci richiama alla castità: tutte le nostre energie sono dedicate al Signore.

❤️ Una cura in più

«L’abito non fa il monaco»… ma nel nostro caso ci fa capire chi siamo! C’è una grande varietà sull’altare, ci abbiamo mai fatto caso? Ognuno indossa proprio la veste che lo caratterizza, veste che mostra agli altri, e ricorda a noi stessi, chi siamo chiamati ad essere nella comunità.

Che bello pensare alla veste bianca del battesimo che ha lavato via il peccato originale e ogni volta che scegliamo di servire ci ricorda quella santità che abbiamo ricevuto tanti anni fa, e già da quel giorno nella nostra vocazione si aggiunge un piccolo tassello, quello della chiamata a servire, nel nostro caso proprio nel servizio liturgico!

Sull’altare tutti indossano il camice, e poi ognuno secondo il proprio ministero aggiunge ciò che lo caratterizza. La veste che il ministrante indossa nella celebrazione non è una veste qualunque, interscambiabile, ma è proprio la mia, ed è la veste che mi ricorda sempre la mia chiamata a servire, che non sono sull’altare per merito o per vanità, ma per servire la mia comunità tutta: ricorda il centro di ogni mia azione.

Posso chiedermi: quali gesti di cura dedico alla mia veste? Cosa provo tutte le volte che la indosso durante il servizio?

SCRITTURA

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CATECHISMO
CE 65
OGMR 119
Redemptionis Sacramentum, 122
Compendium Eucharisticum, 385-386
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ALLEGATI

Disponibili a breve

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MULTIMEDIA

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