PAGINA INIZIALE / Lampada ai miei passi / Incontro 6
conoscenza
Sapere che è questo “tempo forte” è composto da quattro domeniche che ci accompagnano al Natale.
atteggiamenti
Vivere l’attesa del Signore con un cuore disponibile, coltivando la preghiera e il desiderio di accogliere Gesù nella propria vita.
comportamenti
Preparare il proprio cuore al Natale attraverso piccoli gesti di carità, con una maggiore attenzione e cura nei confronti dei fratelli.
1. In cammino dietro una stella
2. Il tempo dell'attesa
3. Chiamati alla disponibilità
🞋 obiettivo:
Scoprire che il disegno di Dio per ciascuno è unico e irripetibile e che solo mettendo a disposizione i propri doni è possibile a vivere l’esperienza della Chiesa.
Ogni ministrante riceverà un enigma o una prova fisica diversi per ogni persona (a seconda delle capacità e dei gusti di ognuno, e a seconda degli spazi a disposizione), con la proposta da parte del responsabile del gruppo di provare a risolverlo. Se un ministrante risolverà l’enigma riceverà un pezzo di un puzzle. Dopodiché verranno invitati tutti i ministranti a mettere insieme i pezzi ricevuti per formare il puzzle completo.
Razionalizzazione. Il provare a risolvere l’enigma rappresenta il tentativo da parte di ogni cristiano di cercare di capire qual è la strada che Dio gli sta indicando, cercando di riconoscere i Segni che Lui gli manda ogni giorno. Il pezzo di puzzle che riceveranno rappresenta la risposta alla chiamata di Dio, e quindi la disponibilità a seguire il Suo progetto. Ma solo mettendo assieme tutte le vocazioni della Chiesa si può realizzare la bellezza del disegno di Dio per noi. C’è bisogno quindi di una doppia condizione, la prima è il mettersi in ascolto e a disposizione del Signore per poter rispondere alla sua chiamata, la seconda è il mettere al servizio della Chiesa la propria vocazione per partecipare ad un Progetto ancor più grande: quello dell’umanità intera.
LA CHIAMATA DI MARIA
Maria è stata capace di rispondere “Sì” al progetto di Dio per lei. Nonostante quest’incontro fosse inaspettato e, inizialmente, turbò Maria, è stata capace di rendersi disponibile alla volontà del Padre. Ha avuto talmente tanta fiducia da riuscire a mettersi completamente al servizio di quella Parola che le avrebbe stravolto la vita.
Com'è la mia disponibilità?
Ci sono diversi modi di mettersi al servizio: storcendo il muso, per dovere, per convenienza e liberamente e con gioia.
- Storcendo il muso: spesso quello che ci viene chiesto di fare lo facciamo brontolando, malvolentieri, male e cercando di terminare al più presto. Forse non abbiamo ancora scoperto la bellezza di ciò che facciamo.
- Per dovere: lo facciamo perché si deve fare. Le cose fatte per dovere sono buone anche se la loro qualità dipende “da quanto cuore ci mettiamo nel farle”. Certamente costano sacrificio ma è proprio quel sacrificio che rende bello ciò che facciamo. Se nostra madre o nostro padre non sacrificassero un po’ di loro stessi per prendersi cura di noi, dovremmo rinunciare a molto di ciò che abbiamo o di ciò che possiamo fare.
- Per convenienza: quando il fare qualcosa ci procura, in cambio, un permesso, un’altra cosa; insomma quando ne possiamo ottenere qualcosa di utile. Qui siamo molto bravi e disponibili, ma non ci mettiamo veramente noi stessi, non ci doniamo in ciò che stiamo per fare.
- Liberamente e con gioia: è questa la disponibilità di Maria e di tutti quelli che hanno incontrato il Signore veramente ed hanno sperimentato il suo amore. Sono disponibili perché qualcun altro lo è stato cono loro tante volte e per tanto tempo (mamma, papa, nonna, sacerdote, ecc...). Sono disponibili perché Gesù ha donato la vita per loro e non li abbandona. Sono disponibili perché si fidano di Dio e del suo progetto; perché credono veramente che seguendoLo potranno essere felici.
Possiamo domandarci: noi che tipo di disponibilità diamo a Dio e alle persone che ci circondano? Come servo all’altare? Storcendo il muso o con gioia?
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