PAGINA INIZIALE / Lampada ai miei passi / Incontro 3
conoscenza
Mantenere nell’ordinarietà della vita il rapporto di familiarità con Gesù, continuando il servizio all’altare con il desiderio di approfondire la liturgia.
atteggiamenti
Vivere la relazione con il Signore in modo profondo, mantenendo la costanza nella preghiera e nel servizio.
comportamenti
Condividere con i fratelli la bellezza della relazione con Gesù, in modo particolare crescendo nello stile del servizio.
1. Chiamati a cose grandi
2. La luce della santità
3. Chiamati all'ascolto
🞋 obiettivo:
Crescere nella capacità di ascolto, per comprendere che a ciascuno il Signore offre una speciale chiamata, da riconoscere nella propria storia personale.
Origami guidato: a distanza i ragazzi devono seguire le indicazioni del responsabile per realizzare un origami. L’importante è prestare attenzione e ascoltare bene le indicazioni che dà il responsabile per eseguirlo al meglio. Se possibile si può complicare l’ascolto inserendo dei disturbatori, come uno stereo a palla o un qualcuno che suona e canta o qualunque altro elemento che renda più difficile comprendere le indicazioni del responsabile.
Alternativa più dinamica. Si legge la parafrasi del testo biblico della vocazione di Samuele (1Sam 3,1-10.19-20). Si dispongono i ragazzi in cerchio con all’interno un numero di sedie inferiore di uno rispetto al numero dei ragazzi (es. 15 ragazzi, 14 sedie). I ragazzi dovranno correre attorno al cerchio mentre il responsabile legge il passo della Bibbia ed alle parole Samuele, Eli e Eccomi i ragazzi dovranno sedersi su una sedia. Chi rimarrà in piedi sarà eliminato. Si toglie un’altra sedia e si continua finché non rimane un solo ragazzo seduto. Questa dinamica è consigliata solo se il numero dei ragazzi è ristretto, diventerà noioso altrimenti per gli eliminati.
Attività più statica.Viene letto sempre il testo della vocazione di Samuele da parte di due o tre animatori cambiando spesso voce. Prima lo si legge e i ragazzi ascoltano ad occhi aperti. Poi la seconda volta i ragazzi stanno ad occhi chiusi (ci si può mettere di spalle ai ragazzi in modo che non barino); i responsabili che leggono saranno mischiati e i ragazzi devono riconoscere di chi è la voce.
1Sam 3,1-10.19-20 | Il giovane Samuele serviva il Signore alla presenza di Eli. La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti. E quel giorno avvenne che Eli stava dormendo al suo posto, i suoi occhi cominciavano a indebolirsi e non riusciva più a vedere. La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuele dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l'arca di Dio. Allora il Signore chiamò: «Samuele!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire. Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuele!»; Samuele si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuele fino ad allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore. Il Signore tornò a chiamare: «Samuele!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuele: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: «Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta»». Samuele andò a dormire al suo posto. Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuele, Samuele!». Samuele rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta». Samuele crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole. Perciò tutto Israele, da Dan fino a Bersabea, seppe che Samuele era stato costituito profeta del Signore.
Spunti | Dio chiama Samuele più volte, e Samuele non si perde neanche una chiamata, le sente tutte ma non riesce a riconoscerne la voce. La confonde per tre volte con la voce di Eli, questo perché non aveva mai conosciuto il Signore. Samuele inizia a conoscere Dio ascoltandolo e provando a riconoscerne la voce. Sarà poi Eli che lo aiuterà a far chiarezza e a rispondere alla quarta chiamata. Proprio in questa nuova occasione di dialogo col Signore il ragazzo non riempie il tempo di parole ma piuttosto invita Dio a parlare e si mette in ascolto di Lui.
Dio ci può chiamare infinite volte, ma se noi, al contrario di Samuele, non ci mettiamo in ascolto sarà tutto inutile. Samuele ci dimostra che non c’è bisogno di essere perfetti cristiani per essere chiamati, lui Dio nemmeno lo conosceva di nome. La lampada di Dio non si spengerà mai neanche per noi, sarà sempre pronto a chiamarci. Ci dimostra che basta metterci in ascolto e il restò lo fa il Signore. E per ascoltare però bisogna stare in silenzio. Quante volte invece Dio prova a parlarci attraverso la Liturgia della Parola, e noi invece di starlo ad ascoltare pensiamo a chiacchierare con chi abbiamo affianco, oppure siamo immersi nei nostri pensieri pensando a cosa fare una volta finita la celebrazione oppure pensando a cosa dobbiamo fare all’offertorio. È proprio in quel momento, invece, che ci sta chiamando, che ci sta chiedendo di mettere tutto da parte ed ascoltarlo, ed è un vero peccato lasciare che le Sue Parole passino senza essere colte.
Anche Samuele ha avuto bisogno di un aiuto per riconoscere Dio, da solo non sarebbe mai stato capace di dare un nome a quella voce. Anche noi abbiamo bisogno di qualcuno di più “esperto” nella fede che ci possa aiutare a crescere sia spiritualmente che nel nostro servizio. Ecco allora che è necessario non solo mettersi in ascolto di Dio, ma anche cercare di seguire i consigli di persone che hanno già fatto esperienza del Signore (prete, responsabile del gruppo, animatore…) e che ci sono state messe affianco per aiutarci a crescere e a non confondere la Voce di Dio con la voce di qualcun altro.
SCRITTURA
1Sam 3,1-10.19-20
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CATECHISMO
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ALLEGATI
Disponibili a breve
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MULTIMEDIA
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