PAGINA INIZIALE / Lampada ai miei passi / Incontro 14
conoscenza
Conoscere il Mistero Pasquale ed approfondire le celebrazioni che dal Triduo Pasquale conducono alla Domenica di Pentecoste.
atteggiamenti
Vivere i giorni pasquali nella gioia e nella fede, mantenendo forte il contatto con Lui.
comportamenti
Crescere nel desiderio di annunciare a tutti, con il proprio stile di vita, che il Signore è risorto per amore ed è vivo in mezzo alla Sua Chiesa.
1. È bello per noi essere qui
2. La luce di Cristo Risorto
3. Parliamo di fedeltà
🞋 obiettivo:
Orientare la propria vita alla luce del Vangelo, mettendo sempre davanti ad ogni passo o scelta Cristo risorto, che guida, rassicura e illumina il cammino.
L’attività si svolge in due momenti, in un primo momento ai ragazzi viene fatto vedere il Cero Pasquale e gli si chiede di fare molta attenzione a tutti i dettagli e alla struttura generale del Cero e a come è fatto nel complesso, poi gli si consegna un foglio con su stampata la sagoma di un Cero e una volta spente le luci e velato il Cero i ragazzi dovranno ridisegnarlo sulla sagoma (si faccia attenzione che la stanza deve essere il più possibile buia) dopo un po’ si riaccendono le luci con il telo ancora velato e si discutono i disegni e le difficoltà incontrate, si ripete poi l’attività avendo cura di avere solo ed esclusivamente il Cero pasquale acceso e al limite altre candele in modo tale che i ragazzi possano avvicinarsi alla luce di Cristo per completare il loro disegno o rifarlo. Finito ciò si condividono gioie e dolori del percorso fatto fino al disegno completo del Cero.
Razionalizzazione. Il gioco si svolge nel Tempo di Pasqua, un tempo in cui riscopriamo la grandezza del Signore, la bellezza della sua luce che illumina la nostra vita cristiana e il nostro servizio. Tutto questo ci suscita un’emozione grandissima: la gioia. Quel sentimento che proviamo quando ci sentiamo sicuri, amati e appagati. È quell’emozione che abbiamo provato quando siamo riusciti a scoprire il vero volto di Gesù, com’era fatto il cero pasquale o, più semplicemente, è ciò che sentiamo quando veniamo abbracciati da qualcuno che ci ama: da nostra mamma o da qualsiasi altra persona. La gioia però in alcuni casi è difficile da raggiungere perché non abbiamo una Luce che ci illumina il cammino, perché abbiamo il buio dentro e andiamo avanti a tentativi fin quando non riusciamo a ricevere quell’abbraccio misericordioso che ci rende amati, sereni, felici e appagati. Ma tranquilli, nella maggior parte dei casi le persone che ci sono vicine ci abbracciano e ci vogliono bene in qualsiasi momento, come Gesù con il figliol prodigo.
Dopo le tenebre del Venerdì Santo, preparate dal silenzio e dalla penitenza quaresimale, la Chiesa esulta di gioia perché il Cristo luce del mondo è risorto! A significarlo nel suo splendore c’è il Cero pasquale.
Il Cero Pasquale viene benedetto durante il Lucernario della Veglia Pasquale. All’inizio della Veglia il celebrante benedice il fuoco. Le tenebre che avevano ricoperto il mondo il Venerdì Santo alla morte del Cristo sono ora vinte dallo splendore del Cristo: Egli ha vinto la morte ed è risorto gloriosamente. Sulla croce Egli, arso d’Amore, s’è offerto al Padre per noi: la nostra morte è morta, il nostro debito saldato, la schiavitù del peccato riscattata. È la Redenzione! Lo Spirito che esalò in croce alimenta ora in noi il Suo fuoco inestinguibile e noi risplendiamo di gioia!
Il celebrante all’inizio della Veglia benedice il Cero così: anzitutto incide sul cero la croce di Cristo; l’Alfa e l’Omega, prima e ultima lettera dell’alfabeto greco, perché Cristo è principio e fine di tute le cose; e poi l’anno della Pasqua: Cristo Risorto è Signore della storia. Il cero, acceso col fuoco benedetto, apre la processione in chiesa e da lì si accendono le candele dei fedeli e poi quelle dell’altare.
Il Cero compare in ogni liturgia del tempo di Pasqua e nelle liturgie più strettamente legate al mistero pasquale: nei battesimi, da cui si accende la candela segno della fede del battezzato; e nelle esequie, come ricordo della risurrezione futura che Cristo ci ha guadagnato.
Il cero pasquale è segno di Cristo risorto. Per questo riveste un ruolo particolare nella Veglia Pasquale e gli son dedicati diversi passaggi nell’Exultet, il canto che annuncia la vittoria di Gesù sulla morte.
La colonna di fuoco che accompagnava Israele nell’Esodo anticipava la luce splendida del Cero, e cioè la vittoria di Cristo e la sua opera di liberazione dalla schiavitù del peccato.
Il Cero è “figlio” delle giovani api: gli antichi leggono in questa generazione virginale l’immagine del Cristo figlio di Maria. La cera si consuma in sacrificio a Dio come il Cristo consuma in croce il corpo ricevuto dalla Madre.
Il profumo soave del Cero sale in lode a Dio, la sua luce si confonde con le stelle del cielo e annuncia al giorno che brilla ormai una luce immortale: Cristo è risorto.
LA GIOIA E LA REDENZIONE
Il tempo di Pasqua è il tempo della gioia che è esplosa nel momento dell’annuncio della Risurrezione di Gesù. È una gioia vera, profonda, autentica, basata sulla certezza che Cristo risorto non muore più, ma è vivo e presente nella Chiesa e nel mondo. È una certezza che ha abitato anche le donne che si sono recate al sepolcro, sorprese dalla domanda dell’angelo “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”. È però una certezza anche per noi? Quante volte infatti nella nostra vita, nella nostra quotidianità, cerchiamo le cose morte, le cose passeggere. L’invito di Gesù è invece di cercare la vita! E la vita è gioia!
Alcuni ambiti della nostra vita sono spesso abitati dalle tenebre, da alcuni “tasti dolenti”, alcune porte che non vogliamo preferire e che preferiamo tenere chiuse; alcune relazioni che preferiamo tenere fredde. Gesù risorto vuole portare la luce nelle nostre tenebre! Facciamo allora memoria delle parole dell’Exultet che si canta nella veglia pasquale: «Gioisca la terra inondata da così grande splendore la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo». Cristo è davvero la nostra luce! Dove Cristo porta luce nelle tenebre della mia vita?
Si accompagnano i ragazzi davanti al Cero pasquale acceso e si consegnano loro un foglietto e una penna. Sul foglietto scrivono una situazione di buio nella loro vita, qualcosa che desiderano affidare a Dio chiedendo che porti lì la sua luce. Quindi la mettono sotto al cero pasquale, si conclude con una preghiera.
SCRITTURA
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CATECHISMO
MR 169-171
Paschalis sollemnitatis, 82-83; 99
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ALLEGATI
Disponibili a breve
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MULTIMEDIA
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