Tempo di Pasqua

La luce di Cristo Risorto

🞋 obiettivo:

Orientare la propria vita alla luce del Vangelo, mettendo sempre davanti ad ogni passo o scelta Cristo risorto, che guida, rassicura e illumina il cammino.

📗 Formazione liturgica

Dopo le tenebre del Venerdì Santo, preparate dal silenzio e dalla penitenza quaresimale, la Chiesa esulta di gioia perché il Cristo luce del mondo è risorto! A significarlo nel suo splendore c’è il Cero pasquale.

Il Cero Pasquale viene benedetto durante il Lucernario della Veglia Pasquale. All’inizio della Veglia il celebrante benedice il fuoco. Le tenebre che avevano ricoperto il mondo il Venerdì Santo alla morte del Cristo sono ora vinte dallo splendore del Cristo: Egli ha vinto la morte ed è risorto gloriosamente. Sulla croce Egli, arso d’Amore, s’è offerto al Padre per noi: la nostra morte è morta, il nostro debito saldato, la schiavitù del peccato riscattata. È la Redenzione! Lo Spirito che esalò in croce alimenta ora in noi il Suo fuoco inestinguibile e noi risplendiamo di gioia!

Il celebrante all’inizio della Veglia benedice il Cero così: anzitutto incide sul cero la croce di Cristo; l’Alfa e l’Omega, prima e ultima lettera dell’alfabeto greco, perché Cristo è principio e fine di tute le cose; e poi l’anno della Pasqua: Cristo Risorto è Signore della storia. Il cero, acceso col fuoco benedetto, apre la processione in chiesa e da lì si accendono le candele dei fedeli e poi quelle dell’altare.

Il Cero compare in ogni liturgia del tempo di Pasqua e nelle liturgie più strettamente legate al mistero pasquale: nei battesimi, da cui si accende la candela segno della fede del battezzato; e nelle esequie, come ricordo della risurrezione futura che Cristo ci ha guadagnato.

Il cero pasquale è segno di Cristo risorto. Per questo riveste un ruolo particolare nella Veglia Pasquale e gli son dedicati diversi passaggi nell’Exultet, il canto che annuncia la vittoria di Gesù sulla morte.

La colonna di fuoco che accompagnava Israele nell’Esodo anticipava la luce splendida del Cero, e cioè la vittoria di Cristo e la sua opera di liberazione dalla schiavitù del peccato.

Il Cero è “figlio” delle giovani api: gli antichi leggono in questa generazione virginale l’immagine del Cristo figlio di Maria. La cera si consuma in sacrificio a Dio come il Cristo consuma in croce il corpo ricevuto dalla Madre.

Il profumo soave del Cero sale in lode a Dio, la sua luce si confonde con le stelle del cielo e annuncia al giorno che brilla ormai una luce immortale: Cristo è risorto.

❤ Strumenti

LA GIOIA E LA REDENZIONE

Il tempo di Pasqua è il tempo della gioia che è esplosa nel momento dell’annuncio della Risurrezione di Gesù. È una gioia vera, profonda, autentica, basata sulla certezza che Cristo risorto non muore più, ma è vivo e presente nella Chiesa e nel mondo. È una certezza che ha abitato anche le donne che si sono recate al sepolcro, sorprese dalla domanda dell’angelo “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”. È però una certezza anche per noi? Quante volte infatti nella nostra vita, nella nostra quotidianità, cerchiamo le cose morte, le cose passeggere. L’invito di Gesù è invece di cercare la vita! E la vita è gioia!

Alcuni ambiti della nostra vita sono spesso abitati dalle tenebre, da alcuni “tasti dolenti”, alcune porte che non vogliamo preferire e che preferiamo tenere chiuse; alcune relazioni che preferiamo tenere fredde. Gesù risorto vuole portare la luce nelle nostre tenebre! Facciamo allora memoria delle parole dell’Exultet che si canta nella veglia pasquale: «Gioisca la terra inondata da così grande splendore la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo». Cristo è davvero la nostra luce! Dove Cristo porta luce nelle tenebre della mia vita?

Si accompagnano i ragazzi davanti al Cero pasquale acceso e si consegnano loro un foglietto e una penna. Sul foglietto scrivono una situazione di buio nella loro vita, qualcosa che desiderano affidare a Dio chiedendo che porti lì la sua luce. Quindi la mettono sotto al cero pasquale, si conclude con una preghiera.

SCRITTURA

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CATECHISMO
MR 169-171

Paschalis sollemnitatis, 82-83; 99

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ALLEGATI

Disponibili a breve

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MULTIMEDIA

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