PAGINA INIZIALE / Lampada ai miei passi / Incontro 1
conoscenza
Mantenere nell’ordinarietà della vita il rapporto di familiarità con Gesù, continuando il servizio all’altare con il desiderio di approfondire la liturgia.
atteggiamenti
Vivere la relazione con il Signore in modo profondo, mantenendo la costanza nella preghiera e nel servizio.
comportamenti
Condividere con i fratelli la bellezza della relazione con Gesù, in modo particolare crescendo nello stile del servizio.
1. Chiamati a cose grandi
2. La luce della santità
3. Chiamati all'ascolto
🞋 obiettivo:
Riconoscere il mistero del sacrificio di Gesù Risorto nella celebrazione eucaristica, approfondendo le diverse parti in cui si articola la Messa.
L’educatore faccia trovare già predisposte delle sedie in cerchio. Metà dei ministranti dovrà sedersi, l’altra metà rimarrà in piedi dietro alle sedie: per ogni sedia ci dovrà essere quindi un ministrante seduto ed uno dietro, in piedi, tranne che per una sedia che avrà un ministrante dietro ma nessuno seduto. Il ragazzo dietro la sedia vuota dovrà scegliere uno degli ragazzi seduti e fargli l’occhiolino, il ragazzo che così è stato chiamato dovrà correre a sedersi sulla sedia vuota senza farsi acchiappare dal ministrante in piedi dietro di lui (basta anche solo che venga toccato). A metà del tempo fissato si inverta chi stava seduto e chi in piedi.
Razionalizzazione. C’è Qualcuno che chiama e ci fa alzare, ci invita a correre e metterci in cammino. Ma ci sono anche paure, insicurezze, cose che ci bloccano e paralizzano impedendoci di andare incontro a Lui.
Attività alternativa. Far assaggiare ai ragazzi dei cibi in cui manca il sale o qualche ingrediente fondamentale e poi gli stessi cibi preparati per bene. Quanto è importante il sale per gustare i cibi! Cos’è che toglie sapore al nostro sale e ci impedisce di ricevere Gesù?
Mt 5,13-16 | [In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli] Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.
Spunti | Non so se vi siete mai dimenticati di mettere il sale nella pasta, beh a me è successo e c’è poco da fare o inventarsi: senza sale la pasta ha tutto un altro sapore. Ed allo stesso modo siamo noi senza Gesù. Con o senza di Lui non è la stessa cosa! C’è più gusto quando nei nostri piani si inserisce anche la sua presenza, quando nelle nostre relazioni si inserisce anche la sua amicizia, quando prestiamo servizio non solo con le nostre forze ma perché guardiamo a Lui ed al suo Amore. E tutto ciò vale ancora di più per noi ministranti, noi viviamo e serviamo per Lui. Senza Messa, senza Eucaristia cosa saremmo? Di certo non un gruppo ministranti. Dunque è fondamentale avere le idee chiare sin dall’inizio del nostro percorso. Noi ministranti abbiamo una marcia in più, siamo chiamati ad un servizio davvero speciale, ogni domenica seduti vicino l’altare abbiamo l’opportunità come lampade di illuminare tutti quelli che ci sono intorno, il don, i nostri genitori, i nostri amici. Ma questa luce viene da Gesù, ricordiamolo sempre. È Lui che ci ha chiamati ed è da Lui che dobbiamo partire, dalla nostra relazione con Lui.
COLTIVARE L'AMICIZIA COL SIGNORE
Essere ministranti è innanzitutto coltivare questa relazione. Ma come?
- Ascoltando la sua Parola. Se vogliamo conoscere veramente qualcuno abbiamo bisogno di momenti dedicati apposta per lui, nei quali possa esprimersi con noi che stiamo lì ad ascoltarlo, a cercare di imparare. Se facessimo sempre e solo tutto di testa nostra finiremmo per dimenticarci che il protagonista indiscusso non siamo noi ma è Gesù!
- Pregando. In ogni amicizia che si rispetti non si può fare a meno di dialogare, sicuri che come noi ascoltiamo anche Gesù ci ascolta e sa cosa è meglio per noi.
- E soprattutto incontrandolo nella Celebrazione Eucaristica dove nel pane e nel vino Lui è in mezzo a noi, si fa cibo e ci dona tutto ciò di cui abbiamo bisogno!
Servire all’altare significa essere alla presenza di Gesù ma essere ministranti non vuol dire solo prestare servizio un giorno a settimana. È molto di più: significa scegliere di essere ogni istante della nostra vita dei veri amici di Gesù. Dobbiamo ricordarci che non possiamo mettere sotto al moggio questa luce che ogni domenica riceviamo. Non siamo ministranti soltanto a Messa. La città collocata sopra il monte siamo noi sopra l’altare e nelle nostre vite, non possiamo nasconderci, dobbiamo mostrare a tutti la nostra gioia, la bellezza che viene dallo stare con Gesù. Mettiamo da parte tutto ciò che ci blocca e non ci fa essere pienamente al servizio, tutto ciò che non ci fa splendere. Corriamo incontro alla chiamata di Gesù!
Domande per la riflessione personale:
- Quanto è importante Gesù per noi?
- Ci è mai capitato di nasconderci o di vergognarci di essere ministranti? Cos’è successo?
Sei luce, sei sale.
I ministranti vengono chiamati ad uno ad uno e viene data loro una piccola lanternina con scritto «splendi della luce di Gesù». Oppure un sacchetto di sale con scritto «con Gesù c’è più gusto». Quindi tutti insieme, stringendo la piccola lanterna o il sacchetto di sale, si prega il Padre Nostro.
SCRITTURA
Mt 5,13-16
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CATECHISMO
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ALLEGATI
Disponibili a breve
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MULTIMEDIA
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