PAGINA INIZIALE / Lampada ai miei passi / Incontro 12
conoscenza
Conoscere il significato del sacrificio di Gesù e comprendere che la Quaresima è una grande opportunità per crescere nella fede e camminare in una continua conversione.
atteggiamenti
Vivere questo tempo con impegno e sincerità, imparando a
rinunciare a qualcosa per fare più spazio a Gesù e agli altri.
comportamenti
Dedicare più tempo alla preghiera personale e vivere il servizio con assiduità e costanza
1. Prepariamo le nostre lampade
2. Vivere l'assenza
3. Parliamo di coraggio
🞋 obiettivo:
Sperimentare l’audacia necessaria per fidarsi dei fratelli e delle sorelle con cui si cammina e, di riflesso, per crescere nella fiducia nei confronti del Signore.
Il gruppo (in un massimo di 6-7 persone) è in piedi, in cerchio, con le spalle a contatto tra loro, i gomiti attaccati ai fianchi e le mani aperte di fronte al petto. Un giovane, a turno, si posiziona al centro del gruppo, ad occhi chiusi, e si lascia cadere con tutto il corpo, in avanti, indietro o lateralmente. I compagni che sono in cerchio, lo spingono delicatamente verso il centro, accompagnandolo. Il giovane al centro, si lascia nuovamente cadere: ciò si ripete per 20-30 secondi a ragazzo. È bene che ci sia totale silenzio. Per la buona riuscita dell’attività è importante che il ragazzo al centro del gruppo mantenga il corpo il più rigido possibile, come se si tuffasse a candela.
Razionalizzazione. Al termine dell’attività si chiede ai ragazzi le emozioni vissute, le impressioni dell’attività, e di trovare un’esperienza simile di vita in cui si sono lasciati cadere, ma sono stati sorretti dalle mani di qualcuno.
Attività alternativa. I ragazzi sono divisi in coppie, in cui uno è bendato (cieco), l’altro può vedere (la guida). Lo scopo è recuperare 3 palline specifiche assegnate dall’animatore e nascoste in uno spazio abbastanza ampio. I due ragazzi sono legati tra loro con una corda, schiena a schiena. Al via dell’animatore, ogni coppia parte alla ricerca delle tre palline. Vince chi le trova per primo. Si ripete la stessa dinamica, cambiando i ruoli dei ragazzi della coppia.
Mc 10,46-52 | [In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli] giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Spunti | Quest’uomo, Bartimeo, sedeva lungo la strada a mendicare; egli era cieco. All’udire che Gesù si stava avvicinando, prese coraggio, e lo chiamò.
Tanti cercavano di impedirglielo e allora lui gridò ancora più forte. Nulla impedì che Gesù sentisse quest’uomo gridare e così chiese che gli fosse portato vicino. Nulla impedisce a Gesù di ascoltare la nostra voce quando lo chiamiamo, quando vogliamo stare con lui.
Allora Gesù chiese a Bartimèo cosa volesse da lui; ed egli rispose “che io riabbia la vista”. Gesù, senza pensarci nemmeno un secondo, esaudì questo desiderio perché aveva visto in lui molta fede.
Quanto coraggio abbiamo noi di gridare a Gesù per farci ascoltare meglio, senza la paura del giudizio di chi ci circonda? Quanto coraggio ci abita, affinché ci possiamo alzare e andare verso Gesù, lasciandoci guidare dai nostri educatori/animatori?
LA CONVERSIONE
La conversione è molto semplicemente una “svolta”, un cambiamento di rotta per orientare la propria vita verso Dio. Il cristiano è quindi colui che si converte a Dio Padre, vivendo la propria vita in modo nuovo, riconoscendosi peccatore ma salvato, figlio di Dio amato e perdonato.
Nei Vangeli troviamo tanti episodi di conversione, con tre caratteristiche principali:
la conversione è interiore, perché ammette un cambiamento profondo della propria vita;
è sempre attuale: non si compie una sola volta nella vita ma è un cammino lungo e paziente;
è discreta: non sempre è accompagnata dai fuochi d’artificio, ma avviene nell’ordinario della propria vita, attraverso la cura sempre maggiore del dettaglio.
Per aiutarci a camminare verso una vera conversione, il tempo di quaresima ci invita ad assumere alcuni atteggiamenti:
- digiuno, ossia vincere la tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia di avere sempre tutto e subito;
- preghiera, riconoscendoci bisognosi del dialogo con il Signore e della sua misericordia;
- elemosina, per combattere l’idea di voler accumulare tutto per noi, senza pensare agli altri.
Il tempo di Quaresima, come ministranti, ci provoca a guardare al nostro servizio come occasione di riscoperta e conversione, per prepararci al meglio a vivere la gioia della Pasqua. Possiamo dunque passare una lente di ingrandimento sui nostri atteggiamenti durante il servizio come ministranti a Messa, su come mi relaziono con gli altri fratelli nel servizio, su come vivo gli incontri di preparazione. C’è un servizio in particolare che vivo in modo svogliato o superficiale? Sono attento durante la Messa per vivere bene i tempi della liturgia?
In generale, con uno sguardo più ampio sulla nostra vita, ci possiamo chiedere: dove ho bisogno di conversione?
SCRITTURA
Mc 10,46-52
______________
CATECHISMO
______________
ALLEGATI
Disponibili a breve
______________
MULTIMEDIA
...
