VEGLIA DI NATALE CON I GIOVANI 2025

Anche i giovani sono chiamati ad annunciare il Vangelo!

Si riporta il testo della traccia dell’omelia tenuta dal Vescovo durante la Veglia di preghiera con i giovani del 19 dicembre 2025 a S. Martino.

Ogni anno la Veglia di Natale con voi giovani è una occasione per richiamare insieme a voi i punti essenziali del cammino pastorale di tutta la nostra chiesa diocesana. Nel triennio 2025-2028 ho invitato la Chiesa Sabina a riflettere sul mandato che Gesù ha affidato ai suoi discepoli: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo». Il primo anno lo stiamo dedicando al ‘contenuto’ dell’evangelizzazione; il secondo anno lo dedicheremo ai destinatari dell’evangelizzazione; il terzo anno allo spirito (cioè allo stile) dell’evangelizzazione. Questa sera vorrei che voi giovani, consapevolmente e responsabilmente, entraste in questo cammino.

Per fare questo con voi dobbiamo fare un esercizio semplicissimo: sostituire sempre la parola «vangelo» con la sua traduzione letterale dal greco, cioè «buona notizia». Voi non siete semplicemente i destinatari delle attività della pastorale giovanile, ma siete anche i soggetti della pastorale giovanile. Vi invito quindi a fare vostra la domanda che ho posto a tutta la Diocesi: come annunciate il vangelo, ovvero tradotto, siete capaci di annunciare innanzitutto a voi stessi e poi ai vostri amici la buona notizia?

La veglia che stiamo vivendo ci ha proposto un itinerario molto stimolante:

  • è Natale (e dunque annuncio una buona notizia) quando ascolto la parola di Gesù e la incarno nella mia vita
  • è Natale (e dunque annuncio annuncio una buona notizia) quando scopro che Gesù mi raggiunge attraverso i sacramenti
  • è Natale (e dunque annuncio annuncio una buona notizia) quando prego
  • è Natale (e dunque annuncio annuncio una buona notizia) quando servo i poveri

Però a questo punto dobbiamo essere brutali. Secondo voi se io dico a un ragazzo o una ragazza: vieni a pregare con me! Quanti ragazzi accoglierebbero questo invito come una proposta bella, affascinante. E quanti invece ti direbbero: «ma che sei scemo, queste sono cose che non mi interessano…». Probabilmente è vostra esperienza che la proposta del Vangelo non è accolta con la gioia che le spetterebbe…

Quando una notizia diventa veramente tale, diventa interessante, buona? Una buona notizia che venga accolta con frutto ha tre caratteristiche: si incarna nella persona che la annuncia, è coraggiosa ed è amabile. Una notizia è buona quando è incarnata in una persona, di alcuni santi dei tempi recenti hanno parlato persino i giornali, perché la loro santità fu evidente a tutti e non se ne poteva che parlare. Pensiamo a madre Teresa di Calcutta, lei era una notizia vivente! Pensiamo a Padre Pio, anch’egli era una notizia! E in tempi più recenti anche Carlo Acutis, giovane come voi, è stato una notizia. La buona notizia di Gesù, il suo Vangelo che voi siete chiamati ad annunciare, sarà accolto se sarà riconoscibile nel vostro volto e nella vostra vita concreta, se sarà tangibile e incontrabile in voi, nella vostra vita, nella vostra santità!

Una notizia è buona quando è coraggiosa, e cioè sa sfidare il rifiuto, sa correre il rischio di essere rigettata. Non sempre le nostre opere buone vengono riconosciute, talvolta anche se facciamo tutto bene andiamo incontro alla critica e al disprezzo degli altri, magari per l’invidia altrui. Il nostro annuncio non deve preoccuparsi di questo. Il primo a darci l’esempio è Gesù stesso, nel prologo di Giovanni ascoltiamo che «Il Verbo di Dio si fa carne, ma i suoi non l’hanno accolto». Nella Chiesa tanti hanno annunciato il Vangelo fino alla testimonianza martiriale. La buona notizia non si annuncia per calcolo o per interesse, ma col coraggio della verità!

Infine una buona notizia è accolta quando è amabile, cioè si accompagna delle opere della carità che suscitano l’amore in chi le riceve e in chi vi assiste. Lo stesso Signore Gesù ha compiuto miracoli durante la sua predicazione. Certo non erano il fine i miracoli sulla natura, ma il mezzo con cui si accompagnava l’annuncio della buona notizia della salvezza: Gesù ha guarito per far capire che l’uomo ha bisogno di guarigione; Gesù ha sfamato con la moltiplicazione dei pani per far capire che Dio ci dà un pane per la vita eterna.

Allora cari giovani facciamoci questo programma di vita per annunciare il Vangelo:

  1. Accogliamo la «buona notizia» di Gesù, possiamo anche noi dire con Pietro al Signore: tu hai parole di vita eterna; una vita che non è tutta qui ma che è salvata e ammessa alla vita eterna con Dio.
  2. Assimiliamola nella nostra vita senza mezze misure, se no si annacqua, aspiriamo sinceramente alla santità.
  3. Diamoci da fare per capire come possiamo testimoniare con le parole e le azioni la «buona notizia» scoprendo come questa «buona notizia» risponde ai desideri più profondi che sono nei nostri cuori e nel cuore di ogni uomo