
Quasi 400 persone hanno partecipato domenica 25 ottobre 2026 all’Assemblea della Diocesi Sabina-Poggio Mirteto, ospitata presso il Centro Pastorale San Martino di Monterotondo. Un pomeriggio di incontro, ascolto e condivisione che ha riunito la comunità ecclesiale attorno a una domanda fondamentale: come annunciare oggi il Vangelo e raggiungere anche le persone che vivono lontane dalla Chiesa?
L’Assemblea, dedicata al tema «Fate discepoli tutti i popoli. I destinatari dell’evangelizzazione», ha rappresentato un momento significativo per il cammino della Chiesa Sabina. Sacerdoti, religiosi, operatori pastorali e fedeli si sono ritrovati per riflettere sulle sfide dell’evangelizzazione e conoscere le proposte che accompagneranno le comunità nel nuovo anno pastorale.
Al centro dell’incontro gli interventi del Vescovo Mons. Ernesto Mandara, del Vicario generale don Paolo Gilardi e di Roberta Carta, responsabile di Alpha Italia, che ha presentato un percorso di primo annuncio cristiano fondato sull’accoglienza, sulle relazioni e sul dialogo.
Il Vescovo Mandara: rinnovare l’annuncio del Vangelo

Ad aprire la riflessione pastorale è stato il Vescovo Ernesto Mandara, che ha richiamato il significato dell’Assemblea come appuntamento annuale per verificare il cammino della Diocesi e rinnovare la risposta alla chiamata missionaria della Chiesa.
Il nuovo anno pastorale prosegue il percorso dedicato all’evangelizzazione, concentrando l’attenzione sui suoi destinatari. Non soltanto sulle persone che già partecipano alla vita ecclesiale, ma anche su quanti, per ragioni differenti, non incontrano più la proposta cristiana.
Nella lettera pastorale 2026-2027, intitolata «Fate discepoli tutti i popoli», Mons. Mandara invita le comunità a coltivare il «desiderio di percorrere strade nuove, forse più adatte all’uomo d’oggi», senza trascurare le forme di evangelizzazione già presenti nelle parrocchie.
Un invito a guardare con fiducia alle possibilità offerte dal presente, evitando che le difficoltà e i cambiamenti della società diventino motivo di scoraggiamento.
L’obiettivo è costruire una Chiesa capace di incontrare le persone nella loro quotidianità, ascoltarne le domande e accompagnarle in un cammino di scoperta o riscoperta della fede.
Cinque incontri per riflettere sui destinatari dell’evangelizzazione

Tra gli strumenti presentati per il nuovo anno pastorale figura un sussidio diocesano articolato in cinque lectio, ispirate all’esortazione apostolica Evangelii Nuntiandi di San Paolo VI.
Il percorso accompagnerà le comunità nella riflessione su cinque destinatari dell’annuncio cristiano: le persone povere e sole, quanti sono indifferenti al Vangelo, coloro che sono rimasti delusi o feriti dalla Chiesa, chi manifesta una ricerca di spiritualità e chi non ha mai conosciuto Cristo.
Le riflessioni sono state predisposte con il contributo di diversi uffici pastorali diocesani e intendono offrire alle parrocchie uno strumento comune di approfondimento.
La novità più importante riguarda il metodo: ogni comunità sarà invitata a individuare iniziative concrete, capaci di tradurre quanto emerso dalla riflessione in esperienze di evangelizzazione adatte al proprio territorio.
Accanto a questo percorso, il Vescovo ha richiamato altre priorità pastorali: la catechesi dei bambini e dei ragazzi, la valorizzazione degli oratori, la formazione degli operatori pastorali e il rafforzamento delle attività caritative.
Tra le prospettive indicate figura anche la realizzazione di una piattaforma digitale condivisa, pensata per rendere la formazione diocesana più accessibile e favorire il coinvolgimento delle diverse comunità.
Il Progetto Alpha: una proposta per incontrare chi è lontano dalla Chiesa

La seconda parte dell’Assemblea è stata dedicata alla presentazione del Progetto Alpha, illustrato da Roberta Carta, responsabile di Alpha Italia.
Si tratta di un’esperienza di primo annuncio cristiano che propone un approccio semplice e informale alla fede, attraverso incontri nei quali le persone possono conoscersi, condividere esperienze e confrontarsi liberamente sulle grandi domande della vita.
Il metodo Alpha si fonda su tre elementi: l’accoglienza, la presentazione di un contenuto legato alla fede cristiana e il dialogo in piccoli gruppi. Non è richiesta una preparazione religiosa e ogni partecipante è libero di esprimere dubbi, domande e opinioni, senza sentirsi giudicato.
Durante l’Assemblea, i presenti hanno avuto la possibilità di approfondire il funzionamento del metodo attraverso tre proposte dedicate rispettivamente ad Alpha Generale, Alpha Giovani e Alpha Famiglie.
L’esperienza ha permesso di conoscere più da vicino uno strumento che può aiutare le comunità parrocchiali ad avvicinare persone che difficilmente parteciperebbero alle tradizionali attività ecclesiali.
La proposta non intende sostituire le esperienze pastorali già esistenti, ma offrire nuove opportunità di incontro e di annuncio.
Saranno le singole parrocchie, insieme ai propri sacerdoti e operatori pastorali, a valutare se e come avviare un percorso Alpha, tenendo conto delle caratteristiche e delle esigenze del territorio.
Una Chiesa che cresce attraverso la partecipazione

La presenza di quasi 400 persone ha testimoniato il coinvolgimento della comunità diocesana in un appuntamento che non vuole essere soltanto un momento di riflessione, ma anche un’occasione per condividere responsabilità e prospettive.
Il contributo del Vicario generale, don Paolo Gilardi, si è inserito nel percorso di confronto e coordinamento pastorale che accompagna le attività della Diocesi e delle sue comunità.
L’Assemblea ha posto in evidenza l’importanza della collaborazione tra sacerdoti, laici, uffici pastorali e realtà parrocchiali, affinché le indicazioni del Vescovo possano tradursi in un cammino condiviso.
La sfida è quella di rafforzare il senso di appartenenza alla Chiesa diocesana, valorizzando le esperienze locali e favorendo la circolazione di idee, proposte e iniziative.
Perseveranza e concretezza: l’impegno per il nuovo anno pastorale

Nelle conclusioni della sua lettera pastorale, Mons. Mandara richiama due parole che sintetizzano lo spirito con cui affrontare il nuovo anno: perseveranza e concretezza.
«Dobbiamo combattere sempre, sia a livello personale che comunitario, i demoni della pigrizia e del pessimismo», scrive il Vescovo, invitando a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà e a riconoscere le opportunità che il Signore continua a offrire alla Chiesa.
Un passaggio significativo riguarda anche il futuro del suo ministero episcopale: «Il mio ministero episcopale in Sabina volge al termine, ma ci attende un anno intenso e, mi auguro, fruttuoso».
L’Assemblea diocesana 2026 si è così conclusa con un impegno rivolto a tutte le comunità: continuare a camminare insieme, coltivare la capacità di ascolto e sperimentare nuove forme di evangelizzazione.
Un percorso che parte dalle parrocchie e dalle persone, con la consapevolezza che annunciare il Vangelo oggi significa anche trovare il coraggio di aprire nuove porte, costruire relazioni e incontrare chi è ancora lontano.
