Papa Leone XIV al Cardinale Re: «Una edificante testimonianza di amore alla Chiesa e al Papa»

Una lettera di gratitudine, stima e profondo affetto ecclesiale. Papa Leone XIV ha scritto al Cardinale Giovanni Battista Re dopo averne accettato la rinuncia all’ufficio di Decano del Collegio Cardinalizio, incarico ricoperto per oltre sei anni.

Un passaggio che riguarda da vicino anche la Diocesi Suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto: il Cardinale Re, ora Decano emerito del Collegio Cardinalizio, continua infatti a conservare il titolo della Chiesa Suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto, alla quale è legato dal 2002.

Nella lettera, datata 11 ottobre 2026 e resa pubblica il 12 ottobre, Leone XIV ripercorre il lungo servizio del Cardinale alla Santa Sede e ai Pontefici, riconoscendone il valore umano, sacerdotale ed ecclesiale.

«Una edificante testimonianza di amore alla Chiesa e al Papa»

Il Pontefice apre la lettera esprimendo immediatamente la propria riconoscenza:

«Dopo aver accettato la Sua rinuncia all’ufficio di Decano del Collegio Cardinalizio, svolto egregiamente per più di sei anni, desidero esprimerLe la mia gratitudine per il servizio reso da Vostra Eminenza, che è stato per me e per tutti una edificante testimonianza di amore alla Chiesa e al Papa».

Parole che introducono il ricordo di un servizio alla Santa Sede iniziato quando Giovanni Battista Re era ancora giovane sacerdote e proseguito attraverso numerosi incarichi di grande responsabilità nella Curia Romana.

Leone XIV ricorda in particolare il lungo rapporto con San Giovanni Paolo II:

«Chiamato già da giovane sacerdote al servizio della Santa Sede, Ella è diventato, attraverso i numerosi e delicati incarichi nella Curia Romana, collaboratore fidato dei Sommi Pontefici, in particolare di San Giovanni Paolo II, che La volle prima Assessore della Segreteria di Stato, poi Segretario della Congregazione per i Vescovi e quindi Sostituto della Segreteria di Stato».

Al fianco di San Giovanni Paolo II

Nella lettera trova spazio anche il ruolo svolto dal Cardinale Re durante gli anni del pontificato di Giovanni Paolo II e, in particolare, nel periodo del Grande Giubileo.

«Al fianco del Papa del Grande Giubileo del 2000, Ella ha diretto e coordinato con efficacia i molteplici uffici posti a disposizione del suo magistero e della sua missione pastorale, accompagnandolo in una serie memorabile di Viaggi apostolici in Italia e in tutto il mondo. All’inizio del nuovo millennio, il Santo Pontefice La pose a capo della Congregazione per i Vescovi e La creò Cardinale».

Un lungo percorso che, sottolinea Leone XIV, ha consentito al Cardinale Re di maturare una conoscenza particolarmente profonda della Chiesa universale.

«Uno dei servitori della Santa Sede più conosciuti e stimati»

Particolarmente significativo è il passaggio nel quale il Papa tratteggia lo stile personale ed ecclesiale del Cardinale:

«Penso di non sbagliare dicendo che Lei, Eminenza, è stato ed è uno dei servitori della Santa Sede più conosciuti e stimati. A ciò ha contribuito non poco il Suo stile aperto, cordiale, franco, e la Sua capacità di affrontare le situazioni e i problemi con saggezza e concretezza, sempre fedele agli insegnamenti della Chiesa e con grande amore per il Successore di Pietro».

È proprio durante gli anni trascorsi come Decano del Collegio Cardinalizio che, osserva Leone XIV, la figura del Cardinale Re è divenuta ancora più conosciuta dal Popolo di Dio.

Il Papa ricorda in particolare le celebrazioni eucaristiche da lui presiedute e, da ultimo, un momento particolarmente intenso della vita recente della Chiesa:

«Nell’ufficio di Decano del Collegio Cardinalizio, la Sua figura è apparsa ancora più visibile e molti, nel Popolo di Dio e non solo, hanno apprezzato la Sua testimonianza sacerdotale nelle Celebrazioni eucaristiche da Lei presiedute, da ultimo in occasione delle esequie di Papa Francesco».

«Virtus ex alto»: la forza che viene dall’alto

Nella parte conclusiva della lettera Leone XIV richiama anche le origini familiari del Cardinale Re e la sua amata Val Camonica, soffermandosi quindi sul motto episcopale “Virtus ex alto”.

«Tutti abbiamo sempre ammirato in Lei il vigore della fede e dello zelo nel ministero, così ben fusi con le doti di operosità attinte dalle Sue radici familiari e dell’amata Val Camonica. Ma il motto che scelse al momento dell’elezione all’episcopato, “Virtus ex alto”, attesta quanto Lei abbia sempre saputo invocare e ricevere forza dal Signore e dalla sua Grazia».

Il motto, come ricorda anche il profilo ufficiale del Cardinale, richiama proprio la necessità dell’aiuto che viene dall’alto per poter compiere qualcosa di autenticamente valido.

Il legame con la Chiesa Sabina

Per la Diocesi Sabina-Poggio Mirteto, la lettera del Santo Padre assume un significato particolare.

Il Cardinale Giovanni Battista Re conserva infatti il titolo della Chiesa Suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto anche dopo la conclusione del suo servizio come Decano del Collegio Cardinalizio. Un legame ecclesiale che continua e che rende la gratitudine espressa dal Papa motivo di particolare vicinanza anche per la nostra comunità diocesana.

Leone XIV conclude la sua lettera assicurando al Cardinale la propria preghiera:

«Con questi sentimenti, Le assicuro il mio ricordo nella preghiera, che affido all’intercessione della Vergine Maria e di San Giovanni Battista, e di cuore Le rinnovo la mia Benedizione, estendendola volentieri ai familiari e alle persone care».

Parole alle quali si unisce idealmente anche la Diocesi Suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto, riconoscente per il servizio ecclesiale del suo Cardinale titolare e vicina a lui in questa nuova fase del suo cammino.