
Un’opera al servizio delle persone più fragili
Un’opera nata per offrire cura, vicinanza e attenzione concreta alle persone più fragili del territorio. È questo il significato che la Diocesi Suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto ha voluto attribuire all’inaugurazione del nuovo Poliambulatorio San Paolo di Poggio Nativo, avvenuta nel pomeriggio di giovedì 7 maggio.
La cerimonia si è svolta alla presenza del Cardinale Giovanni Battista Re, Decano del Collegio Cardinalizio e titolare della Diocesi, del Vescovo Ernesto Mandara, di sacerdoti, amministratori locali, rappresentanti della Fondazione San Giorgio e numerosi cittadini provenienti da tutta la Sabina.
Momento centrale dell’evento è stata la benedizione della nuova struttura sanitaria, segno concreto di un servizio che la Chiesa sabina ha voluto accompagnare e sostenere accanto alla Fondazione San Giorgio.
Mandara: “Prendersi cura delle persone più fragili”
Nel suo intervento, il Vescovo Ernesto Mandara ha sottolineato il valore umano e pastorale dell’opera.
«Mi rallegro sinceramente per questa nuova importante iniziativa a favore della popolazione e, in modo particolare, di chi soffre e ha bisogno di cure e di vicinanza», ha dichiarato il Vescovo.
Monsignor Mandara ha evidenziato come il Poliambulatorio San Paolo rappresenti un segno concreto della presenza della Chiesa sul territorio.
«Il Poliambulatorio San Paolo rappresenta un segno concreto di attenzione verso il territorio e testimonia l’impegno della nostra comunità nel prendersi cura delle persone, soprattutto delle più fragili», ha affermato.
Nel corso della cerimonia, il Vescovo ha inoltre ringraziato la Fondazione San Giorgio, il presidente don Antonino Treppiedi e tutte le istituzioni che hanno contribuito alla realizzazione della struttura.
Il Cardinale Re: “La cura sia accompagnata dall’umanità”
Particolarmente atteso anche l’intervento del Cardinale Giovanni Battista Re, che ha impartito la benedizione al nuovo poliambulatorio.
Il Cardinale ha parlato dell’importanza di una sanità che sappia coniugare professionalità e attenzione umana verso chi soffre.
«L’inaugurazione di questo poliambulatorio è un momento di gioia particolarmente grande, perché si tratta di una realtà che renderà un grande servizio a tutto il territorio», ha dichiarato.
Rivolgendosi ai professionisti che opereranno nella struttura, il Cardinale Re ha poi aggiunto:
«La competenza professionale sia sempre accompagnata dall’attenzione alle persone, dall’affetto e dalla cordialità umana».
Don Antonino Treppiedi: “Questo servizio lo diamo per i poveri”
Nel corso dell’inaugurazione, il presidente della Fondazione San Giorgio, don Antonino Treppiedi, ha richiamato più volte il valore evangelico della cura e della prossimità.
«Noi questo servizio lo diamo per i poveri, per gli ultimi, per chi non può aspettare sei mesi per fare un esame, per chi non può risolvere tutto mettendo la mano in tasca», ha dichiarato nel passaggio conclusivo del suo intervento.
Don Antonino ha inoltre invitato la comunità a vivere il nuovo poliambulatorio come un luogo vicino alle persone e ai loro bisogni quotidiani.
Una Chiesa vicina ai territori
L’inaugurazione del Poliambulatorio San Paolo si inserisce all’interno di un percorso più ampio che negli ultimi anni ha visto la Diocesi Sabina impegnata accanto alla Fondazione San Giorgio nella promozione di opere dedicate alla sanità, all’assistenza e alla fragilità sociale.
Nel corso della giornata è emerso più volte il tema della prossimità come forma concreta di testimonianza cristiana, soprattutto in territori caratterizzati da piccoli comuni e da una crescente necessità di servizi vicini ai cittadini.
La presenza di tanti sindaci, sacerdoti e cittadini provenienti dalla Sabina ha restituito il senso di una comunità che continua a riconoscere nella collaborazione tra istituzioni, volontariato e realtà ecclesiali uno strumento importante per rispondere ai bisogni del territorio.
Un luogo di cura e di comunità
Il nuovo Poliambulatorio San Paolo offrirà servizi specialistici in diversi ambiti della medicina, rafforzando la rete sanitaria territoriale della Sabina.
Per la Diocesi Sabina, però, il significato dell’opera va oltre il solo aspetto sanitario.
L’obiettivo condiviso emerso durante l’inaugurazione è infatti quello di costruire un luogo capace di unire professionalità, ascolto, accoglienza e vicinanza alle persone, soprattutto a quelle più fragili e sole.

