Tempo del Creato 2026, sulla Via di San Francesco da Palombara a Monterotondo

Un cammino di 8,2 chilometri nella natura

Si è svolta sabato 3 ottobre la passeggiata comunitaria organizzata dall’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Sabina-Poggio Mirteto in occasione della conclusione del mese dedicato alla Custodia del Creato, celebrato dal 1° settembre al 4 ottobre.

Il percorso è stato pensato per unire un cammino immerso nella natura a momenti di accoglienza, riflessione scientifica, preghiera, condivisione e fraternità.

L’itinerario, lungo 8,2 chilometri, si è sviluppato lungo un tratto della Via di San Francesco, dalla strada Ponte della Fiora, a Palombara Sabina, fino alla parrocchia di Gesù Operaio a Monterotondo.

A guidare spiritualmente il gruppo è stato padre Luca Garbinetto, della Pia Società San Gaetano, assistente spirituale dell’Ufficio e coparroco della comunità ospitante.

Partecipanti da diverse comunità della Diocesi

All’iniziativa, aperta a tutti, hanno preso parte fedeli provenienti da Selci, Forano, Palombara Sabina e Monterotondo, oltre che da Roma.

Tra i partecipanti anche due amici libanesi, persone di differenti fasce d’età e rappresentanti di alcune associazioni del territorio, tra cui il Club Alpino Italiano. Ad accompagnare il gruppo anche due amici a quattro zampe.

Dopo la preghiera iniziale, il cammino è cominciato attraversando un tratto caratterizzato da una rigogliosa vegetazione, dalla presenza di un ruscello e dai resti di antiche costruzioni rurali.

Ambiente, ricerca ed economia circolare

La prima tappa ha offerto l’occasione per approfondire il rapporto tra ricerca scientifica, tutela ambientale e territorio.

Il dott. Daniele Bianconi, ricercatore del CNR di Montelibretti, ha illustrato alcuni progetti sviluppati dall’Istituto insieme ad altri enti di ricerca, istituzioni e amministrazioni.

Gli interventi riguardano lo studio e il recupero dei danni ambientali provocati dall’inquinamento e l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse naturali secondo i principi dell’economia circolare.

Bianconi si è soffermato anche sui progetti per la valorizzazione delle risorse naturali nelle aree colpite da calamità, come i territori terremotati dell’Alto Lazio, evidenziandone il possibile contributo al rilancio economico locale e al contrasto dello spopolamento.

A Grottamarozza la Messa per la Custodia del Creato

La seconda tappa si è svolta in località Grottamarozza, presso l’azienda agricola “Liberal Angelina”.

Qui, alla presenza del diacono Albino Mauro, è stata celebrata all’aperto la Messa per la Custodia del Creato – Missa pro custodia creationis, secondo il formulario liturgico recentemente introdotto nella Chiesa cattolica e utilizzato per la prima volta da Papa Leone XIV il 9 luglio 2025 nel Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo.

Le preghiere del formulario uniscono la gratitudine a Dio Creatore, la responsabilità ecologica, l’invito alla conversione pastorale e la contemplazione della bellezza del creato.

Padre Luca: «Creare anche noi bellezza»

Proprio la bellezza è stata al centro dell’omelia.

Non soltanto una bellezza intesa in senso estetico, ma come attributo di Dio e come ponte tra il mondo materiale e quello spirituale. Contemplare e custodire la bellezza del creato diventa, in questa prospettiva, una via concreta per avvicinarsi al Signore.

«Curare le relazioni con le persone e con tutto ciò che ci circonda è un modo per creare anche noi bellezza, proprio come ha fatto il Creatore», ha sottolineato padre Luca.

Alla celebrazione è seguito un momento di convivialità, con una degustazione di prodotti caseari offerta dall’azienda agricola e una condivisione animata dai canti dei giovani presenti.

Un ulivo per concludere il cammino

Il gruppo ha quindi affrontato l’ultima e più lunga parte dell’itinerario fino alla chiesa di Gesù Operaio a Monterotondo.

Qui la giornata si è conclusa con la piantumazione di un ulivo e con la preghiera finale.

Dopo lo scambio del segno della pace, i partecipanti si sono salutati portando con sé il messaggio che ha accompagnato l’intera esperienza: la custodia del creato passa anche attraverso i piccoli gesti quotidiani, sostenuti dalla fede, dalla responsabilità e dalla fraternità.